Una formazione professionale per carcerati attraverso tirocini formativi per l’integrazione socio-lavorativa. Sono 15 i detenuti che hanno partecipato al progetto “Ri-costruire il futuro, per l’integrazione socio-lavorativa dei carcerati” e un terzo di loro, quelli cioè che beneficiano di misure diurne alternative alla detenzione, sono stati inseriti inaziende locali. Il progetto è stato realizzato dal Cesf (centro edile per la sicurezza e la formazione) di Perugia con il sostegno di Fondazione Perugia. Le attività sono partite a febbraio di quest’anno e si sono concluse nelle settimane scorse.

In una prima fase i detenuti selezionati dai funzionari dell’istituto penitenziario erano 25. Il criterio prevedeva il possesso dei requisiti per essere autorizzati a uscire dal carcere durante il giorno per recarsi al lavoro. Sono stati poi delegati del Cesf a individuarne 15, tutti interessati a lavorare nel settore delle costruzioni sia durante il periodo di semi-libertà che a fine pena. Dal 15 maggio hanno, quindi, iniziato a frequentare le lezioni, prima, nel laboratorio attrezzato all’interno del complesso penitenziario e, successivamente, nel cantiere scuola appositamente creato all’interno del perimetro carcerario. Nel corso dei mesi, alcuni partecipanti si sono ritirati per ragioni diverse, mentre nove hanno portato a compimento il percorso.

«Fondamentale la sensibilità delle aziende – ha detto il coordinatore del corso, Salvatore Bartolucci – sia quelle che si sono rese disponibili ad accogliere i detenuti alla fine del percorso sia quelle che hanno contribuito, vista la finalità sociale dell’iniziativa, mettendo a disposizione con sconti importanti, o addirittura gratuitamente, alcuni materiali e attrezzature indispensabili per la realizzazione delle attività. In particolare, un sentito ringraziamento va alle aziende Mac srl, Kimia spa e Sir Safety System spa. Questa iniziativa ha rappresentato la prima tappa di un percorso. Le parti sociali, infatti, hanno già deciso di rifinanziare un’altra esperienza analoga che miglioreremo nei contenuti, nei tempi e anche nella possibilità di entrare nel mondo del lavoro».

I risultati del progetto sono stati presentati venerdì mattina nella sede del Cesf da Antonella Grella, secondo cui il percorso compiuto è stato importante «perché ha potuto offrire ai detenuti una formazione specifica nel settore edile. Se il carcere, infatti, ha come mandato quello di promuovere percorsi di reinserimento lavorativo, è prima di tutto importante fornire delle competenze specifiche che trovino un riscontro positivo nel mondo del lavoro». Grazie al progetto, continua la direttrice, si è andata a creare una connessione tra l’ambito lavorativo e il contesto carcerario. «Siamo molto contenti – conclude – e confidiamo di poter ripetere questa esperienza anche in futuro».

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