Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ospita al congresso nazionale della Rete degli studenti in corso a Perugia è intervenuta sui temi dell’attualità politica che l’hanno vista coinvolta in questi giorni, anche in polemica con il premier Matteo Renzi.
Il messaggio «La Cgil pensa che riforma della pubblica amministrazione e riforma dell’istruzione – ha detto – siano le due vere grandi riforme di cui abbiamo bisogno per ribaltare la condizione attuale del Paese. Intervenire sull’istruzione – ha sottolineato Camusso – non per fare un’ennesima riforma un po’ confusa affrontando un pezzetto, poi un altro, in un’idea che l’investimento sullo studio non e’ la risorsa fondamentale. Bisognerebbe fare – ha concluso – un intervento organico».
Ristrutturazioni Quindi il segretario è intervenuto in merito alla proposta di Renzi indirizzata a tutti i sindaci d’Italia, per quanto riguarda la ristrutturazione di una struttura scolastica in ogni comune: «Dire che si fa uno stanziamento consistente – ha detto – per intervenire rispetto all’edilizia scolastica e rimettere in sicurezza le scuole e’ un’esigenza che abbiamo manifestato in tantissime occasioni, e’ una scelta assolutamente importante, pero’ non puo’ essere l’unica risorsa che si spende per la scuola in questa stagione. Noi – ha aggiunto Camusso – stiamo ancora aspettando che si rimettano le risorse che le leggi precedenti hanno tolto. Gli insegnanti rivendicano giustamente i loro contratti e le loro retribuzioni, ma se li paghi con i fondi scolastici – ha concluso – vuol dire che nelle scuole non fai progetti formativi e non vai oltre».
Obbligo Camusso ha sottolineato come a parere della Cgil l’unica vera riforma fosse l’innalzamento dell’eta dell’obbligo scolastico: «L’unica vera grande riforma, almeno cosi’ la Cgil sostiene anche nel suo piano del lavoro, e’ quella che si cominci a considerare che l’obbligo scolastico e’ un punto che va innalzato per diventare il punto di partenza dell’istruzione come grande vettore di sviluppo». E ha aggiunto: «Noi siamo – ha spiegato Camusso – tra i Paesi cosiddetti sviluppati, uno dei pochi che continua ad avere nei fatti l’obbligo a 15 anni, visto che a 15 anni c’e’ l’ingresso al lavoro anche se la teorica affermazione del ministro allo Studio e’ quella dei 16″. Secondo il segretario della Cgil “noi oggi abbiamo un obbligo scolastico che sta a meta’ di un ciclo di istruzione. E’ come dire faccio una norma per garantirne il non rispetto, l’evasione, perche’ non ha avuto ovviamente un effetto di allungare un obbligo generalizzato fino alla fine del ciclo scolastico».
A Paoletti Secondo il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, occorre realizzare misure efficaci ma anche giuste per ridurre la disuguaglianza. Commentando le dichiarazioni del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, Camusso sottolinea che «bisogna sicuramente fare misure efficaci, ma forse bisogna anche sapere che se si legifera ogni pochi mesi sulla stessa materia questo non favorisce l’efficacia perche’ evidentemente si determinano contraddizioni e moltiplicazione delle norme. Io credo – ha sottolineato Camusso – che ora, dopo questa lunga stagione di crisi, i giovani sono oggi dei soggetti sottoposti a una straordinaria disuguaglianza, da quella di non trovare lavoro ad avere una lunga stagione di precarieta’. Forse – ha concluso – il messaggio vero di cambiamento e’ dire loro che si prova a ridurre la disuguaglianza e dare loro misure giuste».
