Manlio Morcella (foto Fabrizi)

di M.S.G.

Al via anche in Umbria la campagna per promuovere i referendum sulla magistratura, il traguardo come noto è 500 mila firme in tutto il Paese fino a ottobre. L’obiettivo è portare in cabina elettorale i sei quesiti tesi a riformare la giustizia. L’iniziativa, promossa a livello nazionale da Radicali e Lega, sta via via raccogliendo un’adesione trasversale ma lascia ad esempio ancora perplessi l’associazione nazionale Magistrati e Fratelli d’Italia, che non condivide tutti i punti. A Terni del comitato promotore fanno parte esponenti di Lega, Pd, Forza Italia e Cambiamo con Toti; molti volti noti della politica locale (Emilio Giacchetti, Stefano Fatale, Lucia Dominici, Sandro Corsi, Leonardo Bordoni, Stefano Bucari, Federico Brizi, Paolo Cicchini, Valdimiro Orsini) che hanno già organizzato un banchetto in piazza nelle settimane passate. Umbria24 nei giorni scorsi ha sondato gli umori degli ‘addetti ai lavori’ sul territorio e scoperto che l’associazione Camera penale di Terni, presieduta dall’avvocato Manlio Morcella sposa in pieno l’iniziativa: «È di grandi contenuti democratici, garantisti». La stessa associazione organizzerà banchetti per la raccolta firme. Il primo appuntamento è previsto per la prossima settimana, altri due a settembre. Più cauto sul tema invece, l’Ordine degli avvocati che: il presidente dell’ordine Francesco Emilio Standoli, raggiunto telefonicamente da Umbria24 fa sapere di aver convocato un’assemblea per il prossimo lunedì 19 luglio «per discutere dei quesiti con tutti i soci e prendere eventualmente una posizione definitiva indipendentemente dalle singole convinzioni personali».

I quesiti referendari Sono sei i quesiti che Lega e Radicali vogliono portare in cabina elettorale: la riforma del Csm, la responsabilità diretta dei magistrati, l’equa valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere, i limiti agli abusi della custodia cautelare e l’abolizione del decreto Severino. Rispetto alla posizione della Lega, forza di maggioranza in Umbria, Salvini ha chiarito ai microfoni di Sky che dà pieno sostegno alle riforme di Draghi e Cartabia, «ma i cittadini potranno dare una bella spinta» e ha poi definito questa campagna referendaria «una pacifica rivoluzione», che potrà «fare, dopo 30 anni, quello che non ha fatto la politica in Parlamento». Il leader del Carroccio: «Penso che ci sarà un’adesione straordinaria. Sono referendum che stimolano il Parlamento a fare la riforma della giustizia. Se il Parlamento non la farà, ci penseranno i cittadini italiani, nella primavera prossima. Sarà un aiuto – ha concluso Salvini – al ministro Cartabia e al governo per chiedere di accelerare. È uno strumento per liberare la magistratura dalle correnti e dalla politica».

Politica nazionale Da inizio giugno, quando Lega e Radicali, rappresentati da Matteo Salvini e Maurizio Turco, hanno depositato i sei quesiti in Cassazione, il leader del Carroccio ha lavorato per trovare l’appoggio del centrodestra di governo, ottenendo lunedì scorso l’ok ai referendum del coordinatore azzurro, Antonio Tajani, il quale ha assicurato che il suo partito sarà d’aiuto anche per la raccolta delle firme. L’Udc ha garantito il suo sostegno mentre con Fdi il cammino è più tortuoso, manca la condivisione di tutti e sei i quesiti così come sono formulati. Il partito di Giorgia Meloni non è d’accordo, per esempio, con le modifiche alla custodia cautelare, nel caso di reiterazione di reato, poiché teme sia favorita la scarcerazione degli spacciatori.

 

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