Foto Archivio Fabrizio Troccoli

L’Umbria è prossima alla sfida del radicale cambiamento dei pronto soccorso. Non ci saranno soltanto nuovi codici che indicano la priorità rispetto alle condizioni del paziente e a quelle delle strutture sanitarie che possono prenderlo in carico, ma una nuova organizzazione del triage, ovvero operatori formati per fare funzionare il nuovo modello operativo. La data di inizio sarà quella del prossimo 9 gennaio  e rappresenterà l’inizio dell’adeguamento alle linee guida nazionali

Cosa cambia «L’infermiere di triage avrà a disposizione cinque codici di priorità, al posto degli attuali quattro – spiega l’assessore alla Sanità Luca coletto – e terrà conto non solo del livello di criticità di chi arriva in pronto soccorso, ma anche della complessità clinico-organizzativa e dell’impegno assistenziale necessario per attivare il percorso, in modo da ottimizzare il flusso dei pazienti. Al fine di rendere il più possibile omogenei in tutte le strutture ospedaliere i percorsi decisionali relativi all’assegnazione dei codici di priorità, il gruppo di lavoro regionale, appositamente istituito, ha predisposto un elenco di condizioni cliniche e potenziali codici di priorità assegnabili».

I codici Nel nuovo modello, la codifica della priorità al triage risulta così articolata: codice Rosso, è emergenza con priorità assoluta e ingresso immediato. Riguarda pazienti con grave compromissione di una o più funzioni vitali. Poi codice Arancione: urgenza indifferibile, ingresso o rivalutazione infermieristica entro 15 minuti. Pazienti a rischio di rapida compromissione di una o più funzioni vitali o con dolore severo. Segue codice Azzurro: urgenza differibile, ingresso o rivalutazione entro 60 minuti. Pazienti in condizioni stabili che necessitano di trattamento non immediato. Quindi codice Verde: urgenza minore, ingresso o rivalutazione entro 120 minuti. Pazienti in condizioni stabili, senza rischio evolutivo. Infine  codice Bianco: non urgenza, ingresso o rivalutazione entro 240 minuti. Pazienti con problemi che non richiedono trattamento urgente o di minima rilevanza clinica.

Formazione Seguendo le indicazioni ministeriali, si è stabilito che il personale infermieristico adibito al triage sarà costituito unicamente da infermieri che operano in pronto soccorso da almeno 6 mesi, con frequenza di un corso abilitante di 16 ore e successivo affiancamento di almeno 36 ore con tutor esperto. Nei mesi scorsi sono stati formati circa 120 infermieri con un corso abilitante, in modo che in tutte le sedi di pronto soccorso della regione operino infermieri abilitati al nuovo sistema di triage. È stato inoltre predisposto un corso breve di formazione a distanza per il restante personale infermieristico del sistema sanitario regionale e per tutti quei professionisti che orbitano attorno al pronto soccorso come medici di medicina generale, servizio di continuità assistenziale. Infine, il gruppo di lavoro ha progettato una serie di attività di comunicazione per far conoscere il nuovo sistema di codifica e per sensibilizzare la popolazione ad un utilizzo appropriato del pronto soccorso.

GUARDA LA GRAFICA

Pazienti in età pediatrica Intanto all’ospedale di Perugia è attivo il nuovo percorso pediatrico. Il piccolo paziente che accede al Santa Maria della Misericordia verrà accolto direttamente in pronto soccorso generale invece che all’accettazione pediatrica. Come già in uso, i pazienti critici che vengono condotti dal personale del 118 ed i pazienti traumatizzati continueranno ad essere trattati direttamente al pronto soccorso generale. L’infermiere di triage compilerà una check-list, una scheda volta a facilitare il percorso di gestione clinica del bambino tra pronto soccorso generale e clinica pediatrica. Questa scheda è basata sulla rilevazione rapida di segni clinici che possano configurare una condizione di instabilità clinica. In questo caso, il piccolo paziente verrà sottoposto a triage e trattato in pronto soccorso avvalendosi della consulenza degli specialisti necessari e successivamente si deciderà il setting assistenziale più appropriato per la prosecuzione dell’iter diagnostico-terapeutico. In caso di stabilità clinica, invece, il piccolo paziente verrà inviato e accompagnato all’accettazione pediatrica, (Blocco H piano +2) dove verrà preso in carico dal personale infermieristico che effettuerà il triage. «Grazie all’attivazione di questo nuovo percorso – sottolinea il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera, Arturo Pasqualucci – è assicurata una presa in carico dei piccoli pazienti durante tutto il percorso nel nostro ospedale, con un aumento della sicurezza per i pazienti stessi e per i nostri operatori».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.