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Un cacciatore

Incassata la sconfitta sulla chiusura anticipata per tordo bottaccio, beccaccia e cesena (specie alle quali si è potuto sparare fino al 20 gennaio e non fino al 31) le Regioni guardano già al prossimo calendario venatorio e bussano alle porte del governo. «La Regione Umbria – spiega l’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini – sta concordando insieme alle altre Regioni la richiesta di un incontro urgente con il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e con il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, per chiarire una volta per tutte quali norme devono essere rispettate ora che ci apprestiamo a preparare i calendari per la prossima stagione venatoria».

Inaccettabile Palazzo Donini parla di «inaccettabile atto d’imperio» del governo e chiede perché «non sono stati ritenuti più validi i calendari predisposti attenendoci rigorosamente alla legge nazionale 157/1992. È dal 2010 – aggiunge Cecchini -, e lo abbiamo ribadito più volte in varie sedi istituzionali senza ottenere risposta, che chiediamo al Ministro competente la conferma o meno dei periodi di caccia indicati nell’articolo 18 dopo che è intervenuta la direttiva comunitaria sulla conservazione degli uccelli selvatici». «Poiché la legge nazionale è rimasta invariata esigiamo indicazioni certe e univoche sulle norme da rispettare».

Nessuna sovrapposizione Palazzo Donini poi a supporto della sua tesi cita quanto spiegato l’anno scorso dal commissario Ue Potočnik: «Stando alle informazioni disponibili e ai dati sui concetti fondamentali – disse rispondendo ad un’interrogazione sulla predisposizione dei calendari venatori regionali -, non risulta esserci sovrapposizione tra i periodi di caccia e i periodi di riproduzione e di migrazione prenuziale, soprattutto se si considera la possibilità di una sovrapposizione parziale teorica di una decade». Nel frattempo Regione e associazioni venatorie il 30 gennaio si metteranno intorno a un tavolo per un primo confronto in cui discutere le modifiche imposte dal governo e il riordino delle funzioni amministrative in materia di caccia.

Wwf Chi non ha dubbi sulla decisione del governo invece è il Wwf che in una nota parla di atto «importante». Le Regioni, secondo l’associazione, «ben sapevano quando hanno approvato i calendari venatori di essere fuorilegge nei confronti dell’Europa e, soprattutto, dei principi scientifici di conservazione e tutela della fauna selvatica. Sarebbe stato necessario un atteggiamento maggiormente responsabile e collaborativo da parte loro, in particolare di quelle che hanno detto no al governo». L’associazione poi auspica che tutte le Regioni abbiano approvato e pubblicato i provvedimenti per la sospensione anticipata e che non ricorrano, «come sta succedendo in alcuni casi, a trucchetti burocratici per ritardare il blocco della caccia. In questi casi l’associazione non potrà che ricorrere alle denunce presso le opportune sedi, anche europee».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.