di Daniele Bovi
Il Tar del Lazio ferma la caccia, Emilia Romagna e Calabria stanno valutando nuove restrizioni, in Toscana ci sarà la preapertura sabato e domenica ma con il divieto di caccia alle specie acquatiche. In Umbria, come in Toscana, la preapertura si terrà regolarmente nonostante le parole del ministro dell’Agricoltura Mario Catania e il fuoco di sbarramento delle associazioni ambientaliste: «I boschi italiani – ha detto il ministro – sono in uno stato penoso, l’apertura della stagione venatoria, là dove gli incendi sono stati più aggressivi, dovrebbe essere posticipata». Concetti che riecheggiano nelle tre pagine vergate dall’Ispra, l’autorevole Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che dipende dal Ministero, depositate lunedì sulle scrivanie degli assessori all’Agricoltura di tutte le Regioni.
Estate terribile Pagine in cui si invitano le Regioni ad adottare una serie di «provvedimenti cautelativi» dopo un’estate fatta di grande caldo, una siccità come non si vedeva da anni che ha «impoverito le risorse idriche superficiali» e migliaia di ettari di bosco, circa 1.300 solo in Umbria, andati in fumo. Tutti fattori che hanno messo sotto stress gli ecosistemi. Gli effetti negativi sugli animali riguardano una riduzione del cibo a disposizione, degli habitat disponibili e lo stress fisico che può influire sulla riproduzione e aumentare il tasso di mortalità degli esemplari giovani e adulti.
I provvedimenti Con questo sfondo per nulla roseo in vista dell’apertura vera e propria (16 settembre) l’Ispra suggerisce, «appellandosi al principio di precauzione», quattro misure: sospensione dell’autorizzazione all’allevamento e all’addestramento dei cani fino a quando le condizioni meteo non miglioreranno; sino a quando ci sarà la crisi idrica (che secondo la Regione non sarà risolta certo da brevi precipitazioni) niente caccia da appostamento, «che potrebbe determinare una concentrazione del prelievo in corrispondenza dei punti di abbeverata»; posticipo all’inizio di ottobre per la caccia agli anatidi e agli altri uccelli di palude; da ultimo si suggerisce di valutare caso per caso eventuali misure per limitare «il prelievo sulle popolazioni delle specie non migratrici».
Cecchini: valuteremo in base al meteo L’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini non dice né sì né no ai provvedimenti dell’Ispra e si mette alla finestra a scrutare il meteo: «Non ho la sfera di cristallo – dice a Umbria24 -; da qui al 16 vediamo quello che succede sul fronte delle condizioni meteorologiche. E’ vero c’è stata forte siccità in questa estate ma in queste settimane il clima è cambiato e nei prossimi giorni pioverà. Mi sento di dire che mantenendo inalterato il calendario venatorio non provocheremmo danni all’ambiente. Siamo abbastanza sereni». Della caccia, oltre che del capitolo siccità, si dovrebbe discutere il 5 settembre prossimo a Roma, quando il ministro Catania ha convocato tutti gli assessori regionali all’Agricoltura. Dovrebbe perché proprio al 5 è stato spostato il Consiglio dei ministri, previsto per venerdì, che aveva al centro il «decretone» Balduzzi sulla sanità stoppato nelle scorse ore.
Le domande di Legambiente Secondo Cecchini quindi, come ribadito anche giovedì, «l’Umbria non presenta situazioni di particolare crisi, anche grazie al clima ed alle temperature di questi ultimi giorni e quindi la stagione si può avviare nella piena normalità». Dichiarazioni che secondo Legambiente stridono con la richiesta, fatta nelle settimane scorse proprio dalla Regione al Governo, dello stato di calamità naturale per i danni causati all’agricoltura dalla siccità. «Sulla base di quali valutazioni e quali dati scientifici – chiede Legambiente – l’assessore può affermare che non sussistono condizioni di particolare crisi tanto da non rischiare di arrecare danno alla fauna selvatica con l’apertura della stagione venatoria?». «Come mai – chiedono ancora – l’assessore e la giunta regionale riconoscono l’eccezionalità della situazione per le produzione agricola ma non l’eccezionale stress che stanno subendo gli ecosistemi e la fauna selvatica? Se non ci sono problemi per la fauna selvatica, come mai l’Ispra, ente competente in materia, ha provveduto ad inviare alle amministrazioni regionali la nota?».


Ridicoli a dir poco e vi spiego il perchè…ma in questi giorni siete mai stati nelle campagne?? Io si anche stamattina (dalle 07:00 alle 11:30) e sono andato per vedere il posto in cui avrei dovuto cacciare sabato.Ecco cosa ho trovato:la siccità è evidente con crepe nel terreno etc.. ma non meno di altre annate passate in cui la caccia si è aperta il primo settembre!!! Che dire degli animali poi presenti in numero discreto (come nelle stagioni passate) lungo il fiume ma anche all’interno di granturcheti assolati,animali in perfetta salute che sfrecciavano da una parte all’altra a dimostrazione ancora una volta che voi (politici enti come ISPRA etc) non siete mai andati “sul posto” la vostra è pura teoria dettata forse da scopi di propaganda.Ma vietando la caccia risolviamo forse il problema legato alla siccità,dei roghi,dell’abusivismo edilizio,delle discariche o dell’ inquinamento dovuto a fabbriche e quant’altro?? Penso proprio di NO!!! Ma dove eravate quando in modo del tutto scellerato si coststruivano strade,case,palazzi,fabbriche e centri commerciali distruggendo intere zone agricole in modo irreversibile e con regolari permessi??? Per migliorare il problema della siccità sarebbe opportuno riportare la gente nelle campagne incentivandola varrebbe a dire nuove irrigazioni,nè tantomeno migliora la situazione delle aree colpite dai roghi,chiedo (e lo dovremo fare tutti) a gran voce visti gli ettari andati in fumo che venga privato per un anno il taglio degli alberi in tutte le regioni particolarmente colpite.Sono stufo (e siamo noi cacciatori)non della gente che non ci vede di buon occhio per i motivi risaputi, ma siamo stufi di voi politici,enti,(come l’ispra etc..) della vostra ignoranza in materia,della vostra assoluta scarsa professionalità e competenza.Forse un giorno riuscirete nel vostro intento e cioè quello di abolirla completamente e allora sapete cosa succederà?Chi avrà le possibilità economiche andrà all’estero infatti in molti paesi non ci sono limiti di carniere,di orari e i calendari sono molto più lunghi (vedi paesi dell’est)senza dire che faccio un esempio:il cacciatore italiano medio in un anno abbatte 150/200 tordi oppure 10 beccacce…la caccia a tordi in Spagna o tunisia consente l’abbattimento di quei tordi anche in un solo giorno.Così una fruttuosa giornata di caccia in Bulgaria consente di abbattere una decina di beccacce!!!!!!Inevitabile la caccia tornerà così come era prima solo per le persone più abbientiiiiiii e allora si che si compiranno stragi in quei paesi…..ma a voi non importerà nulla e ve ne starete comodi comodi nel vostro centro commerciale incuranti come sempre delle cose che non vi toccano in prima persona.W la caccia,unico e ultimo vero legame tra l’ uomo e la natura.