Un fucile (Jp Valery - Unsplash)

I cacciatori in Umbria potranno sparare a storni, piccioni e tortore dal collare. La deroga è stata decisa dalla giunta regionale col parere favorevole dell’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sia per ragioni «igienico sanitarie» che per «tutelare le produzioni agricole».

L’autorizzazione è valida per la stagione venatoria 2026-2027 con lo storno che potrà essere cacciato dal 20 settembre al 15 dicembre 2026; la tortora dal collare dal primo ottobre 2026 al 31 gennaio 2027; e il piccione di città: dal primo ottobre 2026 al 31 gennaio 2027.

Una nota della Regione spiega che «l’attività venatoria sarà consentita nel territorio a caccia programmata, con esclusione delle Zone di protezione speciale, e potrà essere svolta esclusivamente da cacciatori muniti di tesserino venatorio digitale, necessario per registrare in tempo reale i capi abbattuti».

E ancora: «Il prelievo dovrà avvenire da appostamento, senza l’impiego di richiami specifici, entro una distanza massima di cento metri dal margine della coltura interessata, esclusivamente in presenza di prodotto ancora sulla pianta o in prossimità della semina e con il contestuale utilizzo di metodi ecologici di prevenzione».

A sostenere che il provvedimento della giunta si fonda «su dati tecnici ed è stato adottato soltanto dopo il via libera dell’Ispra» è stata l’assessore Simona Meloni, secondo cui «da una parte dobbiamo affrontare le criticità igienico-sanitarie provocate dall’eccessiva presenza dei piccioni, in particolare per l’accumulo di deiezioni negli spazi urbani e nei luoghi di lavoro; dall’altra dobbiamo difendere il lavoro delle aziende agricole e produzioni di qualità che ogni anno subiscono danni rilevanti».

Ancora di più nel dettaglio, poi, la nota della Regione ricorda che «per lo storno le criticità riguardano in modo particolare vigneti e oliveti, con i danni alle uve vengono segnalati dai primi giorni di luglio, a partire dalle varietà precoci, fino alla metà di ottobre, mentre quelli alle olive possono protrarsi da agosto fino a dicembre». Per i colombidi, invece, «le maggiori problematiche interessano le coltivazioni di girasole, mais e legumi, oltre ai depositi di mangimi e alle strutture agricole, con il rischio di contaminazioni dovute alla presenza di deiezioni».

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