Branco di cinghiali lungo la ciclabile

«Ogni tentativo di riformare e modernizzare il sistema venatorio rischia sistematicamente di essere bloccato». È la posizione espressa dal presidente di Federcaccia Umbra Maurizio Lorenzini dopo l’ultima riunione della Consulta faunistico-venatoria regionale, nella quale – riferisce l’associazione in una nota – sono tornate in discussione le modifiche al regolamento per la caccia al cinghiale, nonostante un percorso di confronto già avviato con le associazioni venatorie e agricole.

Il confronto Lorenzini parla di «ripensamenti e passi indietro» dopo un iter nel quale, afferma, tutte le associazioni avevano avuto la possibilità di presentare osservazioni e assumere una posizione. «Ad oggi Federcaccia e Cpa sono le sole associazioni ad aver correttamente mantenuto le posizioni assunte nel corso dell’iter», sostiene il presidente.

L’accusa Per Federcaccia, le sedi istituzionali devono essere il luogo nel quale le associazioni assumono la responsabilità delle proprie posizioni. «Non è accettabile condividere o sostenere determinati percorsi nei tavoli ufficiali e poi, quando arriva il momento delle decisioni, bloccare tutto o rimettere continuamente in discussione quanto precedentemente concordato», afferma Lorenzini. «Così non si tutela la caccia. Si produce soltanto immobilismo».

La Regione Il presidente di Federcaccia Umbra riconosce inoltre all’assessora regionale Simona Meloni la disponibilità al confronto con il mondo venatorio sui temi che – secondo l’associazione – richiedono da tempo una revisione. Le eventuali riforme – sottolinea Lorenzini – possono essere corrette o modificate sulla base dei risultati, ma «per giudicarle occorre prima avere il coraggio di farle».

Il cambiamento Secondo Federcaccia, il territorio, la gestione faunistica, le esigenze dei cacciatori e le problematiche legate agli ungulati e ai danni all’agricoltura sono cambiate. «Non possiamo continuare a ragionare con schemi vecchi di trent’anni» – afferma Lorenzini – chiedendo alle associazioni venatorie di guardare soprattutto al futuro della caccia e dei cacciatori, senza leggere ogni cambiamento «attraverso la lente della competizione per il tesseramento».

L’attesa Federcaccia Umbra – conclude Lorenzini – resta in attesa della conclusione del percorso istituzionale e della pubblicazione ufficiale dell’atto in Gazzetta, sulla base delle determinazioni dell’amministrazione regionale e delle osservazioni già presentate dalle associazioni. E conclude: «Continueremo a difendere la nostra associazione e i nostri iscritti, nell’interesse superiore che viene prima di qualsiasi sigla: la difesa e il futuro della caccia in Umbria».