Resta immutata la data di apertura il 16 settembre per il grosso delle specie, mentre alcuni aggiustamenti sono stati fatti sulla data di chiusura e sul tetto di capi nella preapertura. La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore regionale alla Caccia, Fernanda Cecchini, ha preadottato la proposta di calendario venatorio per la stagione 2012-2013, correggendo in parte la bozza predisposta dagli uffici e pubblicata da Umbria24. Ora, come previsto dalla normativa, il testo è stato inviato per il parere di competenza alla III Commissione consiliare del Consiglio regionale e all’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Accolte alcune proposte «Nella bozza di calendario predisposta dagli uffici regionali – ha sottolineato l’assessore – sono state accolte, nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie, le proposte presentate dalle associazioni venatorie e agricole durante le riunioni della Consulta faunistico venatoria, proseguendo nel positivo lavoro di concertazione e condivisione delle scelte. La strada – ha detto – che fin dall’inizio l’Assessorato ha individuato e seguito, con l’obiettivo di coniugare le esigenze dei cacciatori e del mondo agricolo con la tutela dell’avifauna e del suo habitat». L’inizio della stagione venatoria al maggior numero di specie possibili è stato fissato alla terza domenica di settembre, il 16 settembre, nel rispetto di quanto previsto all’art.18 della legge nazionale, la 157/92, e «garantisce – ha detto l’assessore Cecchini – la distribuzione della presenza dei cacciatori nei primi giorni di caccia su una maggior superficie e, allo stesso tempo, evita il concentrarsi della pressione venatoria su poche specie».
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I cambiamenti Nel testo preadottato dalla Giunta regionale, rispetto alla proposta originaria, dopo la partecipazione in sede di Consulta sono state introdotte alcune variazioni. Nelle due giornate di preapertura, sabato 1 e domenica 2 settembre, in cui la caccia sarà consentita solo da appostamento, sono state aggiunte altre tre specie cacciabili (alzavola, marzaiola e germano reale). Altra novità, lo spostamento della chiusura dal 20 al 31 gennaio 2013 per beccaccia, cesena, tordo bottaccio e tordo sassello. Nel carniere, è stato eliminato il “tetto” di cinque capi per quanto riguarda la tortora nelle giornate di preapertura. Inoltre, si prevede che le Province possano posticipare dal 30 settembre la data dell’esercizio venatorio al cinghiale, sempre nel rispetto dell’articolo 18 della legge nazionale. Aumentano i giorni per l’addestramento e l’allenamento dei cani, consentito dal 15 al 30 agosto 2012 e dal 3 al 13 settembre 2012.
In consiglio regionale La proposta del calendario venatorio passa ora alla valutazione della Commissione consiliare di Palazzo Cesaroni e dell’Ispra. Dopo i pareri di competenza, sarà di nuovo all’esame della Giunta regionale per la definitiva approvazione. «Un buon testo – ha concluso l’assessore Cecchini – Ora auspichiamo che il varo del calendario possa avvenire nei tempi stabiliti, entro metà giugno, anche per consentire l’anticipo dal 16 giugno della caccia di selezione a capriolo, cervo, daino e muflone per contenere i danni che queste specie provocano alle produzioni agricole. Per quanto riguarda invece il cinghiale, è in via di ultimazione il Piano straordinario di contenimento che la Giunta regionale sta elaborando d’intesa con le Province e gli Atc, gli Ambiti territoriali di caccia».
C’è chi dice no Ma c’è chi si ribella, come Libera Caccia Umbria. «Nel prendere atto di alcuni significativi correttivi apportati alla prima stesura – si legge in un comunicato – non possiamo esimerci dal giudicare negativamente l’operato dell’assessore alla caccia, che si ostina a spacciare per “condiviso” il testo da parte di tutte le Associazioni Venatorie, oltre a non prendere in considerazione le altre proposte di modifica suggerite con documenti ufficiali. La Libera Caccia ha depositato da diversi giorni presso l’Ufficio Caccia della Regione un documento condiviso da tutte le Componenti Venatorie, con esclusione di Federcaccia, con il quale si chiedeva il prelievo della specie Colombaccio a partire dal 1 settembre, mentre l’Assessorato continua a dar credito, con nostro disappunto, alle sollecitazioni di alcuni Club che ne consigliano la cacciabilità a partire dal 16 settembre. Ignorata la proposta documentata di far iniziare il prelievo della specie Quaglia a partire dal 9 settembre, inserendo in tale data anche la cacciabilità di tutta la selvaggina stanziale, vista e considerata l’assoluta mancanza di volontà e di coraggio da parte dell’Assessorato di proporre un’apertura unica al 1 settembre. Stravolta ancora una volta l’interpretazione dell’arco temporale massimo per alcune specie e ignorata per l’ennesima volta la proposta di prolungare di 15 minuti la chiusura della giornata venatoria. L’Assessore Cecchini non parli di “condivisione” di tutto il testo presentato in Giunta da parte delle Associazioni Venatorie, la Libera caccia si è adoperata per chiedere l’appoggio alla propria proposta da parte delle Componenti Venatorie Umbre discutendone i contenuti con quelle che attualmente costituiscono il CAVU (Arcicaccia-ANUU-CPA-Enalcaccia-Italcaccia), ottenendo la massima condivisione sul documento».

