Un autobus di Busitalia (foto U24)

di Daniele Bovi

Una media di 46 nuovi mezzi all’anno da qui al 2018 per un investimento totale, inserendo anche treni, ferrovie e miglioramenti tecnologici, di 54,5 milioni di euro in quattro anni. A prometterli è Busitalia, la società del gruppo Ferrovie dello Stato che giovedì pomeriggio, a Perugia, ha fatto il punto dopo un anno dall’acquisizione di Umbria Mobilità esercizio insieme ai vertici della Regione. Per il 2015 i nuovi mezzi promessi, principalmente bus, sono 56, poi 48 nel 2016, e 40 sia nel 2017 che nel 2018. Quarantacinque i milioni che la società investirà per nuovi bus (oggi l’età media è alta), 7,3 per il ferro e 2,2 in tecnologie. «Investimenti – ha detto Renato Mazzoncini – ad di Busitalia che è ormai la terza azienda più grande del Paese – che Umbria mobilità non avrebbe potuto fare».

UM addio Entro il 2015 poi «faremo ‘sparire’ – ha aggiunto l’ad – Umbria mobilità esercizio». L’idea è quella di inglobare UM all’interno della società del gruppo Fs, mettere la scritta «Busitalia Umbria» sui mezzi e cambiare le livree («questi bus azzurrini non mi piacciono»). Il cambiamento sarà importante soprattuto per i 1.150 dipendenti, che passeranno alla capogruppo e ai quali verrà applicato il contratto unico nazionale «che abbiamo da poco chiuso». La ‘cura’ Busitalia, almeno secondo i dati dell’azienda, si è fatta subito sentire sui conti: in dieci mesi infatti il bilancio è in sostanziale pareggio (+161 mila euro). «Il primo problema da risolvere – è stato detto giovedì – è stato quello di mettere a posto l’economia dell’azienda che era in grande sofferenza e questo obiettivo lo abbiamo già raggiunto, ora quindi si possono trovare le risorse per investire anche nell’integrazione dei servizi».

Evasione Risultati sono stati raggiunti anche sul fronte dell’evasione (nelle scorse ore un altro controllore è stato preso a calci da una donna senza biglietto): dall’ottobre 2013 al gennaio 2014 (dal luglio 2014 si sale solo dalla porta anteriore e mostrando il biglietto) le frodi rilevate sono state 11.594, mentre nello stesso periodo di un anno dopo 6.672. Quasi la metà. Quanto alle multe fatte tra il luglio e il dicembre 2013 sono state 15.485 e 5.833 un anno dopo, con un calo quindi di quasi due terzi. Tra 2013 e 2014 i passeggeri paganti sono aumentai del 10,5% e l’incremento della vendita dei biglietti a bordo degli autobus è cresciuta del 30%. La lotta ai portoghesi quindi sta dando i suoi frutti.

Più passeggeri «Risultati sorprendenti» ha commentato l’ad di UM Franco Viola, presente insieme a Michele Mario Elia, ad di FS, alla presidente della Regione Catiuscia Marini e all’assessore ai Trasporti Silvano Rometti. L’obiettivo ora è incrementare il numero di passeggeri attraverso interventi di «riordino e potenziamento» del tpl regionale, tanto da renderlo «una valida alternativa all’auto». Per centrare questo risultato la strategia dell’azienda consisterà in un miglioramento del servizio offerto, incidendo su regolarità, tempi di viaggio e frequenze lungo i corridoi più frequentati. I servizi dovranno integrasi in «nodi» dove ferro e gomma potranno incontrarsi e in più l’obiettivo è anche quello di arrivare ad una integrazione e semplificazione tariffaria, fatto salvo il sistema degli scaglioni chilometrici.

Biglietti In prospettiva potrebbero essere introdotte delle smartcard e, in futuro, una sul modello della Oyster londinese, basata sul sistema «più viaggi, meno spendi». «Quest’ultimo punto – ha detto Viola – non sarà immediato. L’obiettivo è ambizioso e l’Umbria potrebbe essere la prima regione a dotarsi di questo sistema». Secondo Rometti Busitalia «è stata la scelta migliore, quella più giusta e in grado di dare una prospettiva». Tornando ai mesi difficilissimi della crisi UM, l’assessore ha detto che «all’inizio si è cercato di spostare il tiro sulla Regione, mentre i problemi erano generati dai servizi, non pagati, fatti fuori dall’Umbria. La situazione era gestibile».

Scelta giusta Altro punto di discussione importante, specialmente in una regione grande ma scarsamente abitata e dall’orografia complessa, è quello del load factor, ovvero di quante persone salgono su bus e treni, che in certi casi viaggiano semivuoti. Mazzoncini ha chiesto di trovare «meccanismi per caricare più persone sui mezzi», altrimenti «si devono tagliare» quelle inutili. Quanto alla gara per i servizi su gomma che deve essere indetta, «saremo molto competitivi». «Abbiamo lavorato in maniera decisa e determinata anche nei confronti degli altri enti locali soci di Umbria Mobilità – ha detto poi Marini – per affrontare la grave crisi finanziaria in cui si è trovata la società che rischiava di compromettere il servizio del trasporto pubblico e i posti di lavoro e la scelta di affidare la società ad un grande gruppo nazionale che ha esperienze, competenza e capacità finanziarie è stata quella giusta».

Twitter @DanieleBovi