il parco dlle sculture di Brufa

di Maurizio Troccoli

Che fine farà il parco delle sculture di Brufa? Qual’è il destino delle opere di artisti del calibro di Beverly Pepper, Massimo Pierucci, Marcello Sforna, Mario Pizzoni, Giuliano Giuman, Aurelio De Felice, Bruno Liberatore, Nino Caruso, Loreno Sguanci, Roca Rey, Eliseo Mattiacci, Pietro Cascella, Federico Brook, Ettore Consolazione? L’inchiesta di Umbria24 continua.

LA PRIMA PARTE DELLA VIDEO INCHIESTA

La vicenda Sono decenni che quelle sculture disegnano i contorni del borgo di Brufa, mentre di recente si lavora all’idea di trasformare il parco delle sculture in un percorso museale all’aperto. Ma alcune di quelle sculture sono collocate in un terreno del clero, o meglio dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Il sindaco di Torgiano, Marcello Nasini, ha pensato di acquisirlo quel terreno ma l’esproprio costerebbe quattrini. Quindi in contropartita al clero propone cubatura. Ovvero: se il clero cede il terreno al Comune, il Comune trasforma un pezzo di quel terreno in edificabile, valido a costruire due palazzine.

I DETTAGLI DELLA VICENDA

Freno alla trattativa La partita sembrava chiusa, ma qualcosa accade e blocca il percorso avviato. Quel qualcosa ha a che fare con l’inchiesta di Umbria24, in particolar modo con l’intervista al sindaco di Torgiano, che lascerebbe intendere di cedere sì la cubatura, ma senza la certezza che il progetto delle palazzine poi venga approvato. Visto che dovrà essere lui a firmarlo.

LA NUOVA PUNTATA DELLA VIDEO INCHIESTA

La posizione del proprietario: la Chiesa Il clero prende atto del messaggio e ripiega su posizioni difensive. Vincenzo Cappannini, direttore dell’Istituto per il Sostentamento del clero, non usa giri di parole davanti alle telecamere di Umbria24. «In linea di massima con il sindaco di Torgiano c’era un accordo. Ci viene segnalato dalla stampa un rallentamento al percorso. Siamo tuttavia in attesa di una comunicazione ufficiale. Non dovesse trovarsi una intesa si andrà probabilmente a rinegoziare il contratto di affitto». Provando a tradurre: le cose sono cambiate, non abbiamo nessuna intenzione di correre il rischio di trovarci in mano un bene di scarso valore e ,visto che il nostro istituto è tenuto a produrre reddito, l’eventuale nuovo contratto di affitto non avverrà al costo precedente. Ovvero? «Circa 200 euro l’anno», ha spiegato Cappannini.

Prezzo «vile» Infatti quelle sculture da anni sono state collocate sul terreno del clero al prezzo «vile» – così lo definisce Cappannini – di 200 euro l’anno. Non più riproponibile «viste le mutate condizioni fiscali imposte al clero», aggiunge. «A me sembra – continua – che si stiano evidenziando limiti discretamente condizionati da percorsi stratificati nel corso degli anni». A questo punto i cittadini potrebbero perdere quel terreno a cui tengono particolarmente e che per loro rappresenta il futuro del parco delle sculture? «Non è ricattatorio, ma questo è possibile – tuona Cappannini – in base alla tutela del diritto di proprietà. Non è che la disponibilità accordata negli anni debba poi procrastinarsi all’infinito». Ma l’ipotesi di una terza strada? Ad esempio un accordo con la Pro loco o con i cittadini di Brufa magari organizzati in associazione? «Ce lo chiedano – sibila il direttore dell’istituto – e vedremo quanto sono disposti a pagarlo».

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