Mercoledì 20 aprile incroceranno le braccia anche in Umbria i lavoratori metalmeccanici per lo sciopero nazionale di quattro ore, proclamato da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil per far ripartire la trattativa e arrivare all’accordo per il rinnovo del contratto nazionale.
La nota sindacale «Le tute blu – è scritto in una nota sindacale -sono unite per la prima volta dopo 8 anni, con l’obiettivo di sbloccare il negoziato, fermo ormai da cinque mesi sul nodo del salario». «Questa iniziativa serve a riavviare la trattativa perché noi vogliamo fare il contratto», affermano i tre sindacati delle tute blu. «Federmeccanica – aggiungono – deve rendersi disponibile a modificare la propria proposta sul salario e a mantenere i due livelli di contrattazione. Se dovesse permanere la sua rigidità – concludono – lei stessa si dovrà assumere la responsabilità di avviare una fase di ulteriore conflitto». In Umbria lo sciopero sarà accompagnato da vari presidi nelle zone industriali. In particolare a Terni i lavoratori, insieme a Fiom, Fim e Uilm, manifesteranno sotto la sede di Confindustria in zona Fiori a partire dalle 10.30.
Sgalla «Lo sciopero di domani dei metalmeccanici non parla solo alla categoria, ma all’insieme dei lavoratori italiani e umbri». Ad affermarlo è Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria, secondo il quale «questo negoziato è uno snodo decisivo nella sfida per difendere il contratto nazionale di lavoro in Italia. L’Umbria darà il suo apporto in questa importante vertenza – prosegue Sgalla – a partire da una fabbrica simbolo delle lotte dei lavoratori negli ultimi anni, come l’Ast di Terni, e da realtà importanti per l’industria umbra e nazionale, come il polo aerospaziale di Foligno, il comparto automotive dell’Alta Umbria, le multinazionali del Perugino, della Media Valle e del Trasimeno. Deve essere chiaro a tutti – conclude Sgalla – che se da Federmeccanica non arriveranno le risposte che i lavoratori e i loro sindacati chiedono da mesi, la Cgil è pronta a sostenere tutte le iniziative di lotta necessarie».
