di Dan.Bo.
Stop immediato della caccia alla «moretta» e al prelievo venatorio della lepre: il Tar dell’Umbria accoglie il ricorso dell’Associazione vittime della caccia contro gli articoli 3 e 4 del calendario venatorio predisposto dalla Regione e, con un’ordinanza, sospende l’efficacia dei due articoli del calendario venatorio fissando inoltre l’udienza per la trattazione di merito al prossimo 22 maggio. Secondo i giudici amministrativi il ricorso «appare assistito da significativi elementi di fondatezza».
La sentenza In particolare il Tar umbro scrive, citando una nota dell’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che la motivazione dell’inserimento nel calendario venatorio della moretta tra le specie cacciabili, nonostante il parere negativo dell’Istituto, «appare affetta dai dedotti vizi di eccesso di potere per illogicità e contraddittorietà». Sul punto il Tar dice che la motivazione risiedeva «nella considerazione per cui la moretta vive solo nelle zone umide, laddove in tali zone la caccia è vietata, anche in considerazione del fatto che – come risulta dagli atti – in realtà tale divieto nella regione Umbria non vige per la totalità delle zone umide».
Immediata esecutività I giudici contestano poi il fatto che «il calendario venatorio non ha seguito le indicazioni dell’Ispra in punto di termine finale del periodo di caccia alla lepre, con la conseguenza che risultano viziate le connesse valutazioni operate in punto di compatibilità del complessivo periodo di caccia con la tutela della specie considerata». L’assessore regionale alla caccia, Fernanda Cecchini, ha parlato dell’ordinanza venerdì mattina nel corso della seduta della Consulta faunistico venatoria. «Dobbiamo dar corso – ha detto Cecchini – all’immediata esecutività dell’ordinanza del Tar, ferma restando la facoltà della Regione di proporre appello contro il provvedimento. Per quanto riguarda lo stop al prelievo venatorio della lepre – ha concluso l’assessore -, il 23 ottobre sarà cura della Giunta regionale, un a volta stabilita la data, darne la più ampia diffusione».

