L'ordinanza sarà in vigore sabato e domenica dalle 8.30 alle 18.30

di Daniele Bovi

Un provvedimento «ingiustificato», che comporta «un gravissimo danno economico per le aziende del commercio e dell’artigianato» e che «denota una scarsa attenzione» da parte dell’amministrazione comunale. Commentano così Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti la conferma, da parte del Comune, dell’ordinanza con cui si blocca il traffico a Perugia e Ponte San Giovanni sabato e domenica dalle 8.30 alle 18.30. A circolare, a parte le consuete deroghe, potranno essere solo le auto Euro 4 e Euro 5.

La mediazione fallita Più volte in queste settimane le associazioni di categoria dei commercianti avevano gridato forte la loro contrarietà al provvedimento del sindaco Wladimiro Boccali, arrivando anche a minacciare la serrata dei negozi. La mediazione tentata all’ultimo istante dall’assessore comunale al Commercio Giuseppe Lomurno, che giovedì aveva promesso ai commercianti riuniti una sorta di moral suasion nei confronti del sindaco, non ha dunque sortito gli effetti sperati.

Lomurno: molto dispiaciuto
«Una volta presa un’ordinanza – spiega Lomurno ad Umbria24.it – è difficile tornare indiretto. Capisco i commercianti che hanno dato numeri reali riguardo al livello di pm10. Un passo indietro non è stato fatto non perché non è stato voluto ma perché si vuole monitorare la situazione in futuro». Una fase, quella del monitoraggio, dopo la quale Lomurno auspica un dialogo con le associazioni dei commercianti: «L’impegno della giunta – prosegue l’assessore – è quello di monitorare la situazione per poi aprire un confronto con le associazioni che ritengo importante. Per la chiusura sono molto dispiaciuto, magari in futuro si potrebbe pensare ad una chiusura di lunedì quando i negozi sono chiusi, anche se in quel giorno i disagi sarebbero maggiori per i lavoratori. Però – conclude Lomurno – va data una botta al cerchio e una alla botte».

LA MAPPA CON LA ZONA ROSSA DI PERUGIA

I dati dell’Arpa «Le proteste – fanno notare le quattro associazioni – non riguardano solo le imprese operanti nel territorio direttamente interessato al provvedimento, ma anche le zone limitrofe che comunque sono state penalizzate poiché ampiamente disertate dai consumatori, nel timore di incorrere nelle consistenti sanzioni in caso di violazione». I commercianti poi mettono sul piatto della protesta anche i dati relativi al miglioramento del livello di polveri sottili registrato in questi ultimi giorni dalle tre centraline dell’Arpa installate in città. Dati che fanno parlare di una vera e propria «ostinazione» con cui l’assessore comunale all’Ambiente Lorena Pesaresi ha sostenuto la necessità dell’ordinanza.

La Pesaresi ci spieghi
«I dati rilevati dall’Arpa – scrivono le quattro associazioni – non giustificano il provvedimento, così come non lo giustificavano la scorsa settimana. I dati relativi alle polveri sottili erano infatti rientrati nella norma dall’11 febbraio a Porta Pesa, dal 12 al Parco Cortonese e dal 15 a Ponte San Giovanni e a Fontivegge». A questo punto, dicono ancora i commercianti, è l’assessore Pesaresi che deve giustificare il provvedimento.

LA MAPPA CON LA ZONA ROSSA DI PONTE SAN GIOVANNI

La richiesta di dialogo I commercianti infine, come più volte ribadito in questi giorni, chiedono dialogo con l’amministrazione: «Questi interventi – dicono – devono essere condivisi e inquadrati in una programmazione da attuare solo in caso di vera emergenza e accompagnati da misure che incentivino la mobilità pubblica. Altre città italiane hanno adottato provvedimenti simili, ma solo per la giornata della domenica. Raramente è stata aggiunta un’altra giornata infrasettimanale e in nessun caso il sabato.   Molto spesso, inoltre, durante i blocchi del traffico sono stati individuati in altre città misure finalizzate a limitare i disagi per i cittadini e gli imprenditori, prevedendo, ad esempio, sconti eccezionali (fino al 50%) sul costo dei biglietti per la mobilità pubblica, che a Perugia, per di più, non sono certo a buon mercato».

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