Il neo cardinale Giuseppe Betori

di Chia.Fa.

C’è anche «don Peppino» Betori tra i 22 nuovi cardinali consacrati da Benedetto XVI. I nuovi cardinali elettori sono gli italiani Fernando Filoni, Antonio Maria Vegliò, Giuseppe Bertello, Francesco Coccopalmerio, Domenico Calcagno, Giuseppe Versaldi e Giuseppe Betori, il tedesco Rainer Maria Woelki, il portoghese Manuel Monteiro de Castro, lo spagnolo Santos Abril y Castellò, il ceco Dominik Duka, l’olandese William Jacobus Eijk, il canadese Thomas Christopher Collins, gli statunitensi Edwin Frederik O’Brien e Timothy Michael Dolan, il brasiliano Joao Braz de Aviz, l’indiano George Alencherry, il cinese di Hong Kong John Tong Hon. Gli ultraottantenni sono il rumeno Lucian Muresan, il belga Julien Ries, il maltese Prosper Grech, il tedesco Karl Becker.

Don Peppino A Foligno continuano a chiamarlo «don Peppino», ma di strada monsignor Giuseppe Betori ne ha fatta molta. La porpora cardinalizia conferitagli da papa Benedetto XVI nel quarto Concistoro del pontificato è solo l’ultimo di una lunga serie di riconoscimenti che il presule umbro, oggi alla guida dell’Archidiocesi di Firenze, ha ricevuto da quel 26 settembre 1970, giorno in cui venne ordinato sacerdote.

Al fianco dei giovani Dopo la licenza in teologia conseguita alla Pontificia Università Gregoriana e dopo un dottorato in sacra scrittura al Pontificio Istituto Biblico, che lo porterà ad ottenere l’omologa cattedra all’Istituto teologico di Assisi, il giovane prelato folignate ricoprirà l’incarico di direttore dell’ufficio Catechistico nazionale. I giovani sono stati, infatti, una costante nel ministero sacerdotale di Betori attento osservatore dell’evoluzione che ha segnato negli anni ’70, ’80 e ’90 le nuove generazioni. Tanto che buona parte dei primi anni del mandato il presule folignate li spenderà all’Istituto San Carlo della propria città natale, al fianco dei giovani della comunità folignate.

Nel 2001 l’ascesa di «don Peppino» Ed è proprio l’attenzione riservata ai ragazzi e alla ragazze delle comunità in cui aveva operato a convincere papa Giovanni Paolo II che, nel 2000, gli affida l’incarico di l’organizzatore della Giornata mondiale della gioventù, celebrata in occasione del Giubileo. Ma i primi anni del nuovo millennio riserveranno al prelato folignate nomine di alto profilo, a cominciare da quella di Segretario generale della Cei (Conferenza episcopale italiana), datata aprile 2001, ordinata da papa Giovanni Paolo II e riconfermata nel 2006 per un altro quinquennio da papa Benedetto XVI .

Ruini lo consacra vescovo a Foligno Un mese dopo, il 6 maggio 2001, arriverà la consacrazione a vescovo nella cattedrale di San Feliciano a Foligno, ad officiare la funzione è direttamente il cardinale vicario Camillo Ruini. Al fianco dell’allora presidente della Cei c’è un altro vescovo umbro, tuderte per la precisione, Ennio Antonelli (dal 2003 cardinale), l’arcivesco Antonio Buoncristiani e i vescovi delle diocesi umbre.

Dal 2008 alla guida di Firenze Nel settembre 2008 è invece papa Benedetto XVI a nominarlo vescovo dell’Archidiocesi fiorentina. Il 26 ottobre monsignor Giuseppe Betori fece il suo ingresso nella città del Rinascimento scegliendo come prima visita ufficiale l’ospedale pediatrico Meyer. Nella prima funzione officiata da arcivescovo nel Cattedrale di Santa Maria del Fiore, l’alto prelato si presentò, alle numerose autorità istituzionali e religiose presenti, come «servitore». Compito non facile in un città ancora scossa dalle vicende di don Lelio Cantini, il sacerdote colpevole di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori. Ed è proprio sulla profonda ferita che scalfì i fedeli toscani che Betori chiese perdono alle vittime e ai familiari in una storica funzione celebrata alla Santissima Annunziata di Firenze.

L’agguato del 4 novembre 2011 Ma recentemente monsignore Giuseppe Betori e il suo segretario, don Paolo Brogi, sono rimaste vittime di un agguato nell’ingresso della curia arcivescovile. Un uomo, pistola alla mano, seguì a piedi l’auto del prelato appena rientrata per poi sparare in direzione dei due. Don Brogi venne colpito all’addome, mentre monsignore Betori ne uscì illeso. Il 17 dicembre le forze dell’ordine identificarono coma autore del gesto un pluripregiudicato di 73 anni, residente nella Caritas di Orvieto.

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