Tra i diversi sviluppi della vicenda che da giorni vede una prolungata battaglia tra i Comuni umbri e i nuovi vertici della Soprintendenza umbra, ultimo fra questi la richiesta di rimozione da parte della presidente Catiuscia Marini, spunta il primo intervento che si schiera a favore del sovrintendente Stefano Gizzi. A diffonderlo con una nota è Danilo Stentella, direttore del Centro studi politici e sociali ‘Malfatti’. Nella mattinata di martedì a prendere posizione, ingrossando le fila degli amministratori locali, è stata la Cna che ha bollato come «pura follia lo stop a lavori dal valore complessivo di 100 milioni».
L’uomo «dell’Infinito» Inizia con riferimenti agli interventi con Fai e sui paesaggi di Giacomo Leopardi, la nota di Stentella per Gizzi: «E così l’uomo che a Recanati, insieme al Fai, a Italia nostra, al conte Vanni e ad alcuni discendenti di Leopardi – si legge – è riuscito a difendere un importante e simbolico tratto di paesaggio, quello del monte Tabor, più noto come il colle dell’Infinito, da una operazione di speculazione edilizia che ne avrebbe stravolto per sempre il tratto, dopo che altri geni della amministrazione della cosa pubblica nel 1998 avevano pensato di farci passare su addirittura un elettrodotto (proprio lì, con tutto un mondo a disposizione), quell’uomo, l’architetto Stefano Gizzi, oggi Soprintendente per i Beni Culturali dell’Umbria, sarebbe un problema per la regione, da rimuovere al più presto».
«Come palazzinari che abrogano Galasso» Sono tanti i soggetti tirati dentro da Stentella nella nota di accusa: «E chi lo chiede? Oltre a Regione e Anci lo chiedono Rete delle professioni e mondo delle imprese, in quanto, per bocca della presidente della Regione, starebbe creando danni, ben documentati in un dossier redatto da Regione, Anci e Rete delle professioni in allegato, uno strano sodalizio tra chi si occupa del bene comune e chi ha come unico obiettivo la generazione di utile d’impresa. È come se una associazione di palazzinari chiedesse l’abrogazione della legge Galasso, al fine di poter costruire ogni tipo di edificio ovunque, o come proibire l’uso di biancheria intima su istanza di un gruppo di stupratori, così, tanto per fare prima».
Gli interventi positivi di Gizzi È da questo punto del comunicato che inizia l’elenco degli interventi che, secondo Danilo Stentella, sono stati positivi e a tutela del patrimonio locale: «Dal suo insediamento – si legge – il Soprintendente avrebbe bloccato cantieri già finanziati in tutta l’Umbria, questo sarebbe il danno corrente, a nessuno importano le motivazioni.
Senza entrare nel merito delle singole questioni, alcune delle quali ci vedono parte interessata, culturalmente parlando, come la conservazione della passerella Telfer di Papigno o il blocco del progetto di edificazione dell’area ex Gruber, a Terni, vogliamo citare un caso emblematico, uno solo, per adesso, dell’ottimo lavoro svolto dai predecessori di Gizzi, l’orrendo scempio di Cor delle Fosse a Marmore, una vera e propria rarità geologica e paesaggistica, un sito utilizzato dai romani come bacino, posto a poche centinaia di metri dalla Cascata delle Marmore, potenzialmente utile ad ampliare l’offerta paesaggistica dell’area e ad aumentarne l’attrattività e la capacità di generare reddito, storpiato irreparabilmente da una galleria di servizio del tunnel della strada Terni-Rieti e da un edificio posto praticamente al centro del bellissimo prato carsico, scempio al quale nessuno si è opposto. Anche qui con tutto un mondo a disposizione queste squadre di geni dove vanno a realizzare tutte queste opere? Non negli spazi disponibile della limitrofa cava dismessa, ma nel bel mezzo di un bene di valenza paesaggistica notevolissimo».
«Di Gizzi ce ne vorrebbero cento» Altro che rimozione: per il Centro studi Malfatti dovrebbero esserci cento sovrintendenti come Gizzi: «In una nazione il cui territorio si va progressivamente disgregando – continua ancora il comunicato -, vittima degli interessi di costruttori e speculatori di ogni natura, in città come quelle umbre nelle quali si continua a costruire condomini di dubbio gusto, i cui appartamenti restano invenduti e spesso vittima dei ladri di materiali edili, dove si continua a consumare terra fertile per realizzare centri commerciali e aree artigianali, mentre migliaia e migliaia di metri cubi giacciono inutilizzati a causa della catastrofica serie di chiusure di attività imprenditoriali, di Gizzi ce ne vorrebbero almeno un centinaio. Gli estensori della richiesta di rimozione dalla sua carica di Soprintendente regionale dovrebbero provare almeno un po’ di vergogna per la istanza, non tanto per il buon gusto che evidentemente non hanno, quanto per il diritto di questa e delle future generazioni al bello e a un ambiente di vita a misura d’uomo, perché questa è la battaglia che Gizzi sta combattendo, lui si, tenendo fede al mandato del suo incarico pubblico. Ci dovremo fare carico della difesa di quest’uomo, che sta tutelando una parte del nostro presente e anche la capacità in futuro di essere ancora una nazione in grado di attrarre turismo culturale, e non un anonimo territorio senza storia».
Cna costruzioni durissima «Bloccare lavori già autorizzati per oltre 100milioni di euro è semplicemente folle, a maggior ragione oggi, dopo anni di crisi gravissima del settore delle costruzioni, che in Umbria ha lasciato sul tappeto qualcosa come circa diecimila addetti». Pasquale Trottolini, responsabile di Cna Costruzioni Umbria, interviene sull’emanazione del vincolo paesaggistico e architettonico previsto dalla Soprintendenza sul territorio del Marscianese e del Perugino e sulle roventi polemiche che ne sono seguite.
Trottolini: «Nuovo vincolo assurdo» «Siamo all’assurdo che il nuovo vincolo rischia di bloccare la realizzazione di alcune opere pubbliche che in precedenza erano state autorizzate ed approvate dalla stessa Soprintendenza, per di più pregiudicando la possibilità di attingere ai finanziamenti pubblici già assegnati. Com’è possibile – incalza Trottolini – che le linee guida di un ente di tutela di emanazione del ministero dei Beni culturali siano determinate dalla persona che lo guida di volta in volta? C’è qualcosa che non va se autorizzazioni già concesse vengono messe in discussione, magari sulla scia dell’attivismo dei vari comitati e associazioni presenti sul territorio. Non è accettabile che personaggi che, a giudicare da quanto letto in questi giorni, hanno sollevato polemiche feroci anche nelle sedi occupate in precedenza, vengano trasferiti nella nostra regione, quasi fossimo un territorio di serie B. Vale la pena ricordare che l’impatto più eclatante dei vincoli apposti dal nuovo soprintendente ricadrà sui lavori di recupero e ricostruzione pesante post terremoto di un’ampia area del territorio di Marsciano, dove molti cittadini sono ancora fuori dalle proprie abitazioni dal 2009. Più in generale per Cna il provvedimento rischia di penalizzare non solo lo sviluppo del territorio ma anche e soprattutto le imprese che operano a livello locale, già fortemente provate dalla crisi. Si tratta di uno stato di cose che non può essere accettato dal sistema delle imprese, soprattutto da quelle del settore delle costruzioni. Per questo – conclude Trottolini – approviamo la scelta fatta dalla Regione e dall’Anci di appellarsi al Tar, dal quale ci attendiamo in tempi brevi una decisione in grado di superare il forte stallo dei procedimenti amministrativi di rilascio di autorizzazioni e pareri in materia paesaggistica e ambientale».
