Il neo-cardinale Bassetti (foto U24)

di Daniele Bovi

Nella chiesa di Castel del Piano, alle porte di Perugia, sono circa le una e un quarto di domenica. Da poco è finita la cerimonia con la quale il parroco don Francesco Buono e monsignor Gualtiero Bassetti hanno cresimato 80 ragazzi. Una signora si fa incontro a Bassetti e gli dice che è diventato cardinale. Bassetti, quasi infastidito dalle indiscrezioni che si rincorrono da almeno una settimana, risponde con un «ma smettetela». Poi, sul suo cellulare, la chiamata di un amico da Firenze che portava la stessa notizia e così, a casa di don Buono, il controllo su Internet: «Allora non sto sognando». Nella Chiesa di Bergoglio sembra funzionare così: nessuna comunicazione ufficiale, a differenza di quando Bassetti fu nominato vescovo anni fa, e tutti colti quasi di sorpresa. L’annuncio di Papa Francesco, fatto domenica da piazza San Pietro, era atteso dal 5 gennaio ma nel palazzo del vescovado non si pensava arrivasse oggi. E invece.

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Grande sgomento Dalla finestra accanto al suo studio si apre la stupenda vista sulla cattedrale di San Lorenzo dove dentro, lungo il transetto destro, c’è la statua di Gioacchino Pecci, ultimo cardinale di Perugia nominato il 19 dicembre 1853. Venticinque anni dopo fu eletto papa con il nome di Leone XIII. All’interno del palazzo c’è un quadro che lo ritrae e Bassetti accetta di farsi fotografare vicino all’illustre predecessore. Sinceramente colpito dall’annuncio odierno di Bergoglio, Bassetti spiega che «da principio ho provato un grande sgomento. Mi è cascato addosso un altro peso – dice a Umbria24 -, questa è una grande responsabilità e facevo già fatica a portare quella precedente. Mi sono sentito piccolo piccolo come un due di briscola». Dopo lo sgomento però è subentrata la gioia, non tanto per lui «quanto per questa piccola regione, che ha tanti problemi».

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GLI AUGURI DELLE ISTITUZIONI

Bergoglio non si è piegato «Il Papa – continua Bassetti – non si è chinato di fronte alle grandi diocesi del Nord ma ha preso questa piccola regione che ama tanto. Da qui, ricordiamolo, ha preso il nome e poi c’è stata la visita ad Assisi. Ora sono contento per l’affetto che anche io nutro per questa regione e per questa città e che so essere condiviso dal Papa». Il cellulare di Bassetti è infuocato e squilla di continuo, con i suoi assistenti che fanno da filtro e glielo passano annunciando chi c’è dall’altra parte: il sindaco di Arezzo, quello di Perugia, la presidente della Regione, amici, una frotta di giornalisti. Tutti vogliono parlargli e congratularsi: «Non credo – spiega – che per la città cambi molto ma vorrei che Perugia cogliesse questo segno di predilezione del Papa. Un uomo che ha detto che la sua chiesa è un ospedale da campo e a noi che dobbiamo profumare di pecore».

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Spalle al muro «Da oggi – continua – mi dovrò impegnare ancora di più, sono stato messo spalle al muro. Dovrò lavorare cercando di inserirmi in questo percorso di riforma pastorale, avviato da un Papa che non cambia nessuna verità bensì lo spirito». Una nomina che l’ha colpito è quella dell’ora cardinale emerito Loris Capovilla, 98 anni, storico segretario di Giovanni XXIII. «Oltre ai grandi uffici istituzionali e alle grandi metropoli – dice – la nomina di Capovilla è un rimando diretto a Giovanni XXIII, che fu il papa del Concilio Vaticano II e che parlò di dialogo e di rinnovamento». Nella serata di domenica Bassetti cercherà di telefonare a Bergoglio per ringraziarlo e per dirgli che vorrebbe «tanto riuscire ad essergli d’aiuto nella sua grande opera di rinnovamento».

Presidenza della Cei La vita e l’agenda di Bassetti non sembrano cambiare, neanche in questa domenica per lui davvero speciale. Alle cinque del pomeriggio infatti lo aspettano le suore che il neo-porporato raggiunge seppur con qualche minuto di ritardo. Di fronte a Bassetti potrebbe però esserci un altro importante incarico. Entro maggio infatti la Cei rivedrà i suoi statuti e potrebbe andare in porto la riforma grazie alla quale il presidente non sarà scelto dal Papa bensì sarà eletto. Bassetti è vicepresidente della Cei, gode di consenso tra i ‘colleghi’ ed è presidente della Conferenza per il Centro Italia. Recentemente poi Bergoglio lo ha scelto per la potente Congregazione dei vescovi, della quale invece non fa più parte l’attuale presidente della Cei Angelo Bagnasco, il cui mandato scade nel 2017. Tutti segnali che fanno pensare come la candidatura di Bassetti al vertice della Conferenza sia molto di più di una voce proveniente dai sacri palazzi.

Twitter @DanieleBovi

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