di Ma. Gi. Pen.
Problema imbarcazioni abbandonate lungo le sponde del lago di Piediluco. Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha firmato un’ordinanza per la rimozione dei natanti e per il ripristino delle condizioni di sicurezza, igiene, decoro e navigazione.
La decisione arriva dopo la relazione della III sezione territoriale della polizia Locale del Comune di Terni relativa a due sopralluoghi effettuati a marzo. «Lungo le sponde del lago di Piediluco – si legge nell’ordinanza – risultano presenti numerosi natanti in stato di
abbandono, in parte affondati, privi di componenti essenziali per la navigazione e collocati anche all’interno della vegetazione lacustre. La presenza dei suddetti natanti determina una compromissione del decoro ambientale e paesaggistico, limita la piena fruizione del lago di Piediluco da parte della collettività, costituisce ostacolo alla navigazione interna, con rischio di collisione e danneggiamento di altre imbarcazioni, determina situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, può interferire con le attività di soccorso e vigilanza lacuale, integra una condizione di rischio concreto e attuale sotto il profilo della sicurezza della navigazione
e dell’uso pubblico dello specchio acqueo».
Nel documento si legge che «gli accertamenti svolti non hanno consentito di individuare i responsabili dell’abbandono né i proprietari dei natanti». L’ordinanza impone «a chiunque vi abbia titolo e, in particolare, ai soggetti responsabili e/o ai proprietari dei natanti
abbandonati nel lago di Piediluco e lungo le sue sponde, ove individuati anche successivamente», di provvedere: alla rimozione dei natanti; al loro corretto avvio a recupero o smaltimento; al ripristino dello stato dei luoghi entro il termine di 30 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza. Inoltre dispone che «il Comune di Terni proceda, anche in via sostitutiva e indipendentemente dall’individuazione dei responsabili alla rimozione dei natanti abbandonati; alla pulizia e al ripristino delle aree interessate; alla gestione dei materiali rimossi come rifiuti ai sensi della normativa vigente». I costi dell’amministrazione saranno poi posti a carico dei soggetti obbligati, se individuati.
