Per il momento sono quasi 4 milioni ma la Regione punta a ottenerne almeno 25 di cofinanziamento da parte del governo per costruire la rete pubblica in fibra ottica nelle cosiddette «aree bianche» dell’Umbria, quelle cioè a fallimento di mercato. La cifra gli assessori Bartolini e Paparelli in un comunicato scritto venerdì per commentare la chiusura dell’accordo sul riparto dei fondi tra le Regioni, non la fanno, ma è quella: su un piano regionale che prevede un fabbisogno di 56 milioni di euro, palazzo Donini ne vorrebbe almeno 25. I primi 3,8 milioni di euro per Paparelli e Bartolini rappresentano un «risultato che premia l’impegno dell’Umbria sul digital divide» ma alla Regione «saranno riconosciuti finanziamenti aggiuntivi» rispetto a quelli concordati giovedì.
Più fondi «Rispetto alla proposta di Piano elaborata nel novembre scorso – dicono – abbiamo preso atto di un maggiore impegno dei privati (in particolare Telecom) che ha proposto un suo investimento diretto su ulteriori quindici comuni umbri rispetto ai sette ipotizzati all’inizio e questo fattore ha ridotto da 105 a circa 56 milioni la necessità di intervento pubblico nelle rimanenti aree bianche». Palazzo Donini «aveva impegnato finanziamenti complessivi per circa 36 milioni utilizzando i fondi del Piano di Sviluppo rurale e quelli del Feasr, suddivisi, come da programma approvato dalla Commissione europea, in due interventi, uno sulle reti, per il quale si ipotizza una spesa di 9,5 milioni di euro, l’altro per servizi aventi lo scopo di incrementare l’uso della rete da parte dei cittadini e delle imprese ricadenti in ambito rurale».
LA SCHEDA: IL FABBISOGNO COMUNE PER COMUNE
Ricalcolo Alla luce delle variazioni progettuali la Regione ha chiesto al governo che il contributo venga ricalcolato «tenendo conto del fatto che i fondi per lo sviluppo rurale stanziati dall’Umbria debbono servire non soltanto per le reti ma anche per la creazione dei servizi necessari nelle zone rurali». Sulla richiesta c’è l’ok della Conferenza Stato-Regioni e ora si procederà, probabilmente entro marzo assicurano Bartolini e Paparelli, a una nuova ripartizione «che dovrà effettuare la commissione dei fondi di coesione insieme alla Regione dell’Umbria». Poi, dopo la chiusura del nuovo accordo, il piano sarà inviato alla Commissione europea, con l’obbiettivo di spendere tutte le risorse assegnate entro il 2018, mentre entro il 2020 si punta alla copertura del cento per cento degli edifici con 30 mega e, tra questi, almeno l’85 per cento con 100 mega.
