Il dottor Roila dell'ospedale di Terni

Le aziende ospedaliere di Perugia e Terni vanno verso la creazione di una rete per la cura dei pazienti di oncologia. E’ questa l’ultima novità che emerge dai due capoluoghi dopo l’accordo firmato nelle ultime ore. Dal primo marzo infatti il dottor Fausto Roila, direttore della struttura di Oncologia medica dell’ospedale Santa Maria di Terni, collabora anche con l’Oncologia medica dell’ospedale di Perugia come coordinatore interaziendale. Il tutto grazie a una convenzione con cui le due aziende ospedaliere vanno nella direzione di una rete oncologica regionale che uniformerà i protocolli diagnostici e terapeutici e la corretta gestione di tutti i pazienti oncologici sul territorio.

L’accordo La convenzione è stata siglata dai direttori generali Maurizio Dal Maso ed Emilio Duca con una logica di rete regionale integrata che funzionerà da subito, in attesa che venga nominato il primario di Oncologia medica all’azienda di Perugia. Si tratta di un importante passo avanti per tutta l’Umbria, considerato che il futuro dell’oncologia, in Italia come in tutto il mondo, non si gioca sul numero dei posti letto (riservato a pochi casi gravi) ma sul potenziamento dell’attività ambulatoriale, sulla multidisciplinarità e sulla capacità di selezionare le migliori strategie diagnostiche e terapeutiche per ciascun paziente.

La rete «La migliore scelta diagnostica e terapeutica – spiega Roila – non la può fare l’oncologo da solo, di questo sono consapevoli anche gli stessi pazienti. Lavorare insieme oggi garantisce un confronto e un aggiornamento continui e valutazioni condivise non soltanto delle terapie ma anche degli esiti terapeutici. Inoltre c’è la garanzia dell’uguaglianza del percorso diagnostico e terapeutico: ogni cittadino ha il diritto di essere curato nel modo più appropriato indipendentemente dal comune in cui risiede e dall’ospedale che lo prende in carico. E in particolare garantisce maggiori risorse in termini terapeutici: l’oncologia oggi punta su nuovi trattamenti sperimentali che, rispetto alle terapie tradizionali come la chemioterapia, sono potenzialmente più efficaci, meno tossici ma anche più costosi. Tali trattamenti potranno essere usati nell’ambito di protocolli di ricerca internazionali, che l’unitarietà dell’oncologia umbra renderà più facilmente disponibili, garantendo così in tutto il territorio  l’appropriatezza e l’uniformità delle cure nell’interesse di tutti i pazienti».

L’attività del Santa Maria «Nel frattempo l’attività all’ospedale di Terni non sarà ridimensionata, al contrario, io resto dipendente dell’azienda ospedaliera Santa Maria e direttore della struttura complessa di oncologia medica, che così entra in una rete integrata con Perugia e che potrà  coinvolgere anche gli altri centri oncologici delle due aziende sanitarie, proprio nell’ottica di garantire l’appropriatezza e la qualità delle cure in tutto il territorio regionale. Il futuro dell’oncologia medica, e questo vale anche per tante altre specialità, non sarà determinato solo dai singoli ospedali o dai singoli professionisti ma dalla creazione di Dipartimenti  interaziendali, che si basano su modelli gestionali innovativi capaci di garantire in tutto il territorio e a tutti i malati lo stesso trattamento in termini diagnostico terapeutici e assistenziali».

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