di Daniele Bovi
Circa 5.200 documenti, di cui 4.038 libri in varie lingue, principalmente in italiano, che si occupano di scienza, filosofia, letteratura e non solo. Un patrimonio culturale di notevole importanza che dopo essere stato affidato al Comune torna nelle mani dei proprietari. Verrà infatti restituito nei prossimi giorni a Barbara Beth, figlia di Kurt Beth e Dora Marra, il «Fondo Marra-Beth» donato nell’agosto 2014 alla Augusta di Perugia, la più importante e prestigiosa biblioteca pubblica cittadina. Il motivo per cui Barbara Beth ha chiesto di riavere i preziosi libri di famiglia è semplice: i 5.200 documenti, che occupano qualcosa come 82 metri lineari una volta sistemati sulle scaffalature, erano stati donati affinché fossero messi a disposizione del pubblico. Beth nel darli alla collettività per questa operazione non aveva stabilito limiti di tempo ma, con tutta evidenza, gli oltre due anni passati senza che un solo lettore sia riuscito a consultarli sono stati ritenuti eccessivi.
Il caso La Biblioteca e più complessivamente il Comune la sua parte hanno provato a farla: «Al momento dell’accoglimento della donazione – spiega l’Amministrazione di palazzo dei Priori – non erano disponibili gli spazi per una sua collocazione né presso la Biblioteca Augusta né presso altre biblioteche comunali». In più non era stato predisposto un inventario né era stata valutata la mancanza di risorse che servono per una catalogazione così impegnativa. I lavori partono a fine 2014 con un primo conteggio dei documenti, che ha permesso di inventariare anche 59 libri di botanica e biologia, 1.936 volumi in italiano, 1.695 in tedesco, 251 in inglese, 91 in francese e sei in altre lingue; in più ci sono opuscoli, riviste e pure uno scatolone con ritagli e fotocopie. «Essendo buona parte dei volumi in lingue straniere – spiega sempre l’Amministrazione – e considerando la notevole quantità degli stessi, la successiva fase di catalogazione in Sbn (Servizio bibliotecario nazionale, ndr) secondo gli standard, che può essere svolto solo da personale professionalmente preparato, richiederebbe molto tempo prima di riuscire a rendere il fondo complessivamente fruibile dagli utenti». Insomma ci sono problemi sia per quanto riguarda gli spazi che relativamente ai tempi e così i libri tornano ai proprietari.
Beth e Marra Kurt Beth, nato nel 1912 ad Amburgo e morto nella città tedesca 17 anni fa, dopo la laurea in biologia marina diventa ricercatore nella prestigiosa Max Planck Gesellschaft, lavorando poi a Rovigo fino al 1942 e dal 1955 al 1979 a Napoli nella stazione zoologica di Anton Dohrn dove crea un reparto specializzato per la ricerca sulle alghe del Mediterraneo. Qui collabora negli anni con i più importanti studiosi italiani e stranieri di biologia marina. Un uomo con interessi che spaziavano dalle scienze alla letteratura, dall’arte alla musica. Il nome di Dora Marra è ben noto ai bibliofili, essendo stata dal 1947 al 1979 la fedelissima segretaria di Benedetto Croce e poi dell’Istituto italiano per gli studi storici. Laureatasi in lettere nel 1942 e morta nel 2012, dopo il 1979 si trasferisce col marito ad Amburgo e per venti anni lavora presso la Marburg Dante Gesellschaft, l’Istituto italiano di cultura e l’Università di Amburgo, occupandosi di letteratura italiana, con corsi e conferenze che spaziavano da Dante alla letteratura contemporanea.
Twitter @DanieleBovi
