Sono pronti a lasciare la propria città e l’Italia per la prospettiva di un lavoro, credono che la famiglia sia ancora il punto di riferimento della società e sono lontani dalla politica. È questa in sintesi l’istantanea sui giovani di Assisi, a seguito di un’indagine realizzata su quasi 300 ragazzi dell’istituto Marco Polo Bonghi di Santa Maria degli Angeli che presentata oggi nell’aula Magna dell’istituto a partire dalle 16 nel corso del convegno: “La persona è al centro: cuori che sperano, menti che pensano, braccia che agiscono…” organizzato dall’equipe del progetto Policoro della diocesi di Assisi – Nocera – Gualdo. All’iniziativa introdotta dal dirigente scolastico Carlo Menichini, dall’animatrice del progetto Policoro Augusta Perticoni, parteciperà il vicario generale della diocesi don Maurizio Saba, i sindaci di Assisi e Bastia Umbra Claudio Ricci e Stefano Ansideri, l’assessore provinciale Donatella Porzi, impreditori e rappresentanti del mondo associativo locale.

L’indagine A distanza di 2 anni dalla somministrazione di un questionario a 180 studenti si dà nuova voce ai giovani chiedendo agli studenti degli ultimi 3 anni di rispondere ad alcuni quesiti. Si tratta di 264 giovani di età compresa tra i 16 ed i 20 anni che risiedono in prevalenza nel comune di Assisi e nei comuni limitrofi. Emerge l’immagine di giovani che mettono la famiglia al primo posto nella loro scala dei valori. Il lavoro resta tra le cose più importanti ed emergono i principi di solidarietà e cooperazione inserite nel forte desiderio di emergere e di riuscire a realizzarsi professionalmente.

Pronti a partire Il 69% degli studenti intervistati ha già pensato almeno una volta di trasferirsi in un’altra città per motivi di lavoro. Il 65% degli studenti intervistati accetterebbe un lavoro che prevede trasferte all’estero. Numerosi gli spunti di riflessione da cui poter partire per tutta la comunità educante. La crisi economica favorisce una propensione maggiore verso il lavoro autonomo rispetto al lavoro da dipendente ed è quanto emerge anche dai dati rilevati. Il mercato del lavoro si evolve e richiede una formazione sempre più tecnica, specializzata, grande imprenditorialità e capacità di lavorare in gruppo. Ma le istituzioni sono pronte al cambiamento in atto?

Politica lontanissima Quali centri di aggregazione giovanile per favorire una socializzazione positiva? I ragazzi descrivono un centro di aggregazione giovanile ideale diverso dal bar o dalla strada, dove sia possibile incontrarsi, fare sport, mangiare insieme, so-stare insieme. Quali strategie di coinvolgimento dei giovani in politica ed in azioni di cittadinanza attiva? Nel futuro dei giovani la dimensione della politica non esiste. Viene percepita come un settore a sé e distante dai giovani. L’orientamento al lavoro resta un settore inesplorato. Chi supporta un giovane diplomato nella marea di corsi di laurea proposti in tutto lo stivale e all’estero? Quali i criteri da considerare per scegliere un corso di laurea? Quali i mezzi per trovare un lavoro? O forse sarebbe meglio dire per cercare un lavoro? Il centro per l’impiego è conosciuto solo dal 25% degli studenti; solo il 13% conosce lo sportello Informagiovani. Il 66% degli studenti intervistati non ha mai scritto un curriculum vitae. In una comunità educante ogni individuo, ente ecclesiale o laico ha il suo ruolo di sostegno ai giovani che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro attraverso un processo di condivisione e collaborazione.

Che cos’è il progetto Policoro Il progetto Policoro di carattere nazionale che prende il nome dalla cittadina lucana da dove e’ partito, e’ stato attivato anche nella diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e collabora con l’Istituto M. Polo/R. Bonghi dall’anno scolastico 2011/2012 con l’obiettivo di promuovere la dignità della persona ed i suoi talenti, accompagnare e sostenere i giovani nel mercato del lavoro, sviluppare la solidarietà e la collaborazione all’interno della comunità, promuovere una nuova cultura del lavoro. Hanno partecipato ad esperienze di formazione integrata in alternanza scuola-azienda; hanno espresso il desiderio di apprendere nuove lingue: inglese-portoghese, si sono impegnati in laboratori artigianali in supporto alla causa della tutela delle popolazioni indigene in via di estinzione nell’area del Javarì in Brasile e continua l’attenzione verso le fasce più deboli della comunità locale attraverso attività di volontariato.

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