Claudio Ricci

Digiunerà per 12 ore, dalle 8 alle 20 del 14 agosto, il sindaco di Assisi Claudio Ricci, per protesta contro la chiusura del corso di laurea in Economia del Turismo. La nuova iniziativa, che segue all’incatenamento davanti al rettorato di Perugia e all’occupazione simbolica del sovrappasso sulla superstrada, si terrà proprio nella sede distaccata della facoltà a Santa Maria degli Angeli.

La protesta Dopo l’annuncio di qualche giorno fa, i primi dettagli sulla protesta: Ricci farà uno sciopero della fame e della sete presso la sede del corso di laurea sul Turismo (Santa Maria degli Angeli, via Cecci). «La chiusura del corso di laurea di Assisi – sottolinea Ricci -, il primo ad essere nato in Italia sul Turismo, è inaccettabile in quanto presenta un alto numero di iscritti (64 studenti, nell’ultimo anno accademico, più di altri corsi che si vorrebbero tenere aperti), con molte possibilità occupazionali (500 mila nuovi posti di lavoro in Italia, sino al 2020) in una Regione e in un Paese che deve puntare, per uno sviluppo economico, su “Turismo, Cultura e Paesaggio”».

Decisione assurda Ricci ricorda che è già stato presentato il ricorso al Tar e si attiveranno tutte le azioni di tutela consentite. «Questa decisione assurda – insiste Ricci – non passerà e il 14 agosto diffonderemo, con lo sciopero della fame e della sete, questa protesta, anche utilizzando i social network, a livello nazionale e internazionale: il governo italiano, il ministero dell’Istruzione e quello per i Beni e le Attività Culturali (delega al Turismo) e la Regione Umbria devono intervenire sulla decisione assurda dell’Università di Perugia: chiudere in Italia, che deve puntare sul turismo, il primo corso di laurea nato nel nostro paese su questo tema è paradossale».

Tar sia veloce Ricci fa sapere che «ci sono, già ad oggi, oltre 80 richieste di informazioni per iscriversi a cui si deve dare una risposta entro tempi brevi: auspichiamo che il Tar Umbria, in linea con la piena legittimità, riconosca il diritto allo studio, l’assenza di motivazioni nella decisione di chiusura del corso e la tutela di un patrimonio costruito con 30 anni di lavoro».

No a Imu e Tares Il sindaco, durante lo sciopero della fame e della sete del 14 agosto, denuncerà anche «la necessità che il governo abolisca Imu e Tares (che famiglie e imprese non riescono a pagare) sostituendole con una tassa unica comunale più equa e proporzionale al reddito delle famiglie e alla tutela delle attività economiche».

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