«Come già ribadito in diverse circostanze, la presunta chiusura del Punto Nascita di Assisi non è prevista, né da alcun atto programmatico vigente della Regione Umbria, né tanto meno dall’Azienda sanitaria n.2.». L’Asl replica alle dichiarazioni, «prive di qualsiasi fondamento», diffuse negli ultimi giorni.
Nessuna chiusura «Ancora una volta – si legge in una nota – la Direzione dell’Azienda sanitaria n.2 di Perugia si sente in dovere di fare chiarezza con doverose precisazioni inerenti il Punto Nascita di Assisi, in quanto le dichiarazioni del consigliere Emidio Fioroni, riportate dagli organi di stampa, sono prive di qualsiasi fondamento». A riprova di ciò la Direzione ha provveduto «all’immediata integrazione della dotazione organica del Punto Nascita, dopo il trasferimento dei dirigenti di quel reparto. Inoltre – prosegue l’Asl – si è provveduto al distaccamento, temporaneo, del Direttore della Struttura Complessa di Castiglion del Lago, proprio per assicurare le esigenze assistenziali previste».
Otto punti da chiudere L’azienda sottolinea che «è bene precisare che le chiusure dei punti nascita previste dalla programmazione ministeriale inizialmente riguardavano quelle strutture che si attestavano sotto le 1.000 nascite annue; questo standard è stato successivamente corretto, portandolo ad un limite di 500 nascite annue. Sotto questo limite, in Umbria, si collocano attualmente ben otto Punti Nascita; sarà quindi la Regione, nell’ambito della sua programmazione, a valutare una riorganizzazione complessiva della rete».
A tutela dell’ospedale «Le numerose dichiarazioni inerenti la imminente chiusura del Punto Nascita di Assisi – conclude l’Asl – danneggiano la struttura, disorientano e allarmano, inutilmente i cittadini. A questo proposito la Direzione dell’Azienda Sanitaria si farà carico di tutelare, in ogni sede appropriata, l’ospedale e le sue strutture».

