di Marta Rosati

«Un regalo bellissimo», lo dice con gli occhi gonfi di emozione Marina. Originaria di Arrone, 57 anni, vive sulla sedia a rotelle da quando aveva dodici anni e dal suo paese si sente adottata: «Sono mamma di mio figlio, ma la zia di tutti. Non è la prima volta che Arrone mi emoziona – racconta – qualcuno griderà pure alla carità perché ho accettato questa carrozzina elettrica ma per me rappresenta un attestato di stima e di affetto, il segno che questo paese può tornare ‘a colori’, con le teste di oggi e i cuori di quando ero bambina e casa mia era piena di gente di tutte le età che veniva a farmi visita».

Arrone È con queste parole che Marina racconta la gioia di un regalo tanto gradito e profondamente utile alla sua indipendenza. Un compaesano, Amerigo Gismondi, lavorando in un usato point, quando ha visto recapitarsi in negozio una carrozzella elettrica, ha subito pensato a lei e ha proposto alla Proloco di regalargliela: «Abbiamo accettato senza esitazione – racconta il presidente Domenico Bordacchini – ci sembrava un’opera buona, nonostante le critiche. La raccolta fondi è iniziata con un’autotassazione dei membri della Pro-loco, poi è stata estesa a tutta la cittadinanza e hanno partecipato di buon cuore commercianti, associazioni e singoli. Abbiamo inoltre attivato una piccola lotteria e l’estrazione si terrà in occasione della festa Novelliamo il 14 e 15 novembre prossimi».

Carrozzina elettrica Il 57esimo compleanno di Marina, il 16 ottobre scorso, cadeva di venerdì e siccome credenza popolare vuole che ‘Di Venere e di Marte…’, la Pro-Loco ha pensato bene di consegnare lo speciale regalo la domenica nel corso della santa messa, col benestare e la soddisfazione del parroco Don Davide: «Volevano farmi una sorpresa – racconta Marina – ma qualche settimana prima che iniziasse la raccolta dei soldi, mi hanno invitato a provare la carrozzina perché la seduta poteva essere stretta. Mi ha accompagnato mio figlio in negozio e lì ho provato la prima grande emozione, ho percorso qualche metro su quella sedia e già avevo le lacrime agli occhi».

Disabilità Da tempo Marina pensava silenziosamente che il mezzo potesse esserle di grande aiuto per la propria autonomia, ma le disponibilità economiche non erano mai sufficienti e se ne avesse beneficiato dalla sanità pubblica avrebbe dovuto rinunciare ad altre cose di cui purtroppo non può fare a meno. La mattina della consegna del regalo nella chiesa di Santa Maria Assunta ad Arrone, Marina è tornata a emozionarsi: il suo paese, senza che lei lo avesse chiesto, le stava donando una bene materiale che le avrebbe cambiato radicalmente la vita: «Un gesto fatto col cuore, – commenta – non potevo non accettare». Una gioia, in una vita di battaglie per la propria salute.

Marina Un tumore nella sua primissima adolescenza costrinse i medici del Centro traumatologico ortopedico di Firenze ad amputarle una gamba. La conseguenza permanente di quel sarcoma rischiava di interrompere i suoi sogni di ragazzina, ma una forza incredibile ha impedito che quella piccola donna si desse per vinta. Nel corso della sua esistenza, Marina dopo quella brutta esperienza ha superato altri due tumori, uno alla gola e un altro al seno: «Ho sempre lottato tanto, ho curato il mio aspetto e le amicizie. Durante la chemio non facevo a meno di uscire, ho frequentato il pub di Arrone costantemente, sono uscita anche con il sondino e nonostante le terapie non ho mai perso i capelli, di fronte all’incredulità dei dottori».

La lotta per la vita «Non mi sono mai persa d’animo – e non ha mai neppure perso lo spirito combattivo, la simpatia e la voglia di scherzare per sdrammatizzare sempre -, quando mi è stato diagnosticato il tumore al seno – racconta – vidi mio figlio sprofondare nella tristezza e nei suoi occhi trovai di nuovo la forza per andare avanti e vincere la malattia. Gli dissi ‘Posso anche perdere la guerra, ma battaglia dopo battaglia ti prometto che combatterò e difficilmente mamma ti abbandonerà’». Proprio così, Marina è la stesa da 57 anni e ora con gioia vive anche l’esperienza di essere nonna nel suo paese d’origine, quell’Arrone che ama e che per la seconda volta l’ha commossa.

Il primo regalo Il paese di Arrone aveva già pensato a lei quando, poco più che bambina, era costretta a passare intere giornate nella noia di un letto d’ospedale (entrata nel nosocomio nel novembre del ’69 per la cobaltoterapia, fu operata il 26 gennaio dell’anno seguente e rimase fino a Pasqua): «Mi annoiavo tanto, ma per Natale arrivò un sorriso – racconta -, papà si presentò con un pacco regalo e disse ‘questo te lo mandano gli arronesi’, era una televisione. Mia madre non era d’accordo, voleva che non l’accettassimo e invece passare il tempo a vedere ‘Rin Tin Tin’ era piacevole per me e papà non ci vedeva nulla di male; stavolta – ammette – di fronte alla carrozzella ho agito come avrebbe fatto lui».

Il saluto per Umbria 24 Marina oggi vuole lanciare due messaggi importanti: «Alla Pro-loco e al paese tutto voglio dire di non interrompere la catena di solidarietà, perché di persone che hanno bisogno di un gesto d’affetto, di aiuto economico o anche solo di sostegno morale ce ne sono tante. Alle persone che vengono colpite dal cancro invece voglio dire ‘non perdete la grinta, ricominciate’, la mia stessa forza devono averla tutti, è il primo passo per vincere la malattia e togliersi la maschera di sofferenza, attaccatevi agli affetti e alle passioni e ritrovate la voglia di vivere sempre».

Twitter @martarosati28