Stefano Massoli e Laura Santi

Laura Santi potrà morire in Umbria quando lo deciderà. Non dovrà affrontare il calvario di un viaggio in Svizzera dove, fino all’ultimo è stata mantenuta aperta la possibilità per potere procedere.

L’attesa comunicazione da parte dell’Asl, l’ultimo passaggio di un iter lunghissimo che ha visto Laura sottoporsi prima a un percorso di natura giuridico e poi procedurale e sanitario, è stata consegnata a Laura. Contiene le indicazioni mediche su come procedere al suicidio assistito, rispetto al quale, già in passato le sono stati riconosciuti i 4 requisiti per dare fine alla propria esistenza legalmente nel momento in cui dovesse decidere di farlo, a causa delle gravi condizioni di vita a cui da tempo è sottoposta. Laura Santi, giornalista umbra e attivista per la battaglia sul diritto al fine vita civile, è la prima persona in Umbria autorizzata e con procedura completa al ricorso a questa pratica.

L’autorizzazione è arrivata a Laura Santi attraverso una mail che indica nei dettagli il protocollo sanitario di assistenza al suicidio medicalmente assistito, atto autonomo, con un meccanismo di infusione del farmaco per bocca, spingendo autonomamente con un morsetto. Da novembre scorso mancava questo ultimo miglio, Laura cioè aveva maturato i 4 requisiti, aveva il diritto di morire ma non poteva concretamente farlo. Ora può e soprattutto può farlo a casa sua. Quello che per lei significa moltissimo. Infatti Laura aveva tutto pronto per andare in Svizzera, ma per lei sarebbe significato un viaggio insostenibile e un carico che avrebbe appesantito di molto la sua condizione di estrema fragilità.

Di recente Laura ha lanciato un appello ad ottenere la risposta dalla Asl. «Quando mi è arrivata – ha raccontato a Mario Calabrese di Chora Media – di avere provato una forte emozione e di avere acceso la musica per vivere a pieno quel momento così atteso».

Laura Santi ha sottolineato il ruolo del nuovo assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli che «ha trovato la strada per arrivare a questo risultato. Si è fatto carico di tutto l’iter e l’ha portato a termine».

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