di Maurizio Troccoli
Arriva oggi, martedì 4 gennaio, la prima pillola antivirale per combattere il covid. E’ difficile da pronunciare Molnupiravir che sarà in commercio con il nome di Lagevrio. E’ stata autorizzata dall’agenzia italiana del farmaco ed è in distribuzione in tutte le regioni italiane. Oggi è anche la data del nuovo accordo con le farmacie per la vendita a prezzo calmierato delle mascherine certificate Ffp2 a 75 centesimi. Tuttavia, attraverso una nota, Coop ha fatto sapere che nei propri punti vendita questo dispositivo è in vendita a 50 centesimi.
Somministrazione La gestione dell’antinfluenzale sarà simile a quella per i monoclonali. Presumibilmente, all’inizio, arriverà alle farmacie ospedaliere e, solo in un secondo tempo, anche alle farmacie specializzate. Ma per arrivare al paziente, occorre che sia il medico curante a individuare i presupposti per la richiesta e la somministrazione. La sostanza è che va somministrata entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi a chi, non essendo ospedalizzato e non avendo un quadro grave, presenta però i presupposti per un aggravamento. Cioè ha evidenti e specifiche fragilità.
Caratteristiche Il trattamento dura 5 giorni con una somministrazione delle capsule due volte al giorno. E’ stato prodotto dalla società farmaceutica americana Merck Sharp & Dohme in collaborazione con Ridgeback Biorherapeutics. Dovrebbe funzionare a prescindere dalle varianti, atteso che non colpisce la proteina spike (quella che muta).
Non è la pillola Pfizer Va subito chiarito che non è l’attesa pillola Pfizer che, come questa, è un antivirale. Con la differenza però che durante la fase di test, la pillola Pfizer ha dimostrato un’efficacia maggiore. In realtà Monupilnavir all’inizio della fase di sperimentazione ha dimostrato un’efficacia del 50% che, nel tempo, è scesa al 30%. E’ necessario centrare i tempi di somministrazione e, con i ritardi attuali, nel riscontro della malattia con un tampone, è difficile intervenire a 5 giorni dall’insorgenza dei primi sintomi che, spesso, vengono confusi anche con una normale sintomatologia influenzale. Tuttavia il farmaco è ritenuto particolarmente utile su quei soggetti che non hanno una brillante risposta immunitaria, aiutando a difendersi dall’ospedalizzazione.
Da non sostituire al vaccino Tutti gli esperti raccomandano di non intendere l’antivirale come sostituto del vaccino. Infatti il vaccino agisce sulla memoria immunitaria riuscendo quindi a difendere il soggetto per diversi mesi, il farmaco invece ha una durata d’azione limitata, non soltanto per la sua ridotta efficacia, ma anche perché la concentrazione dei principi attivi si abbassa rapidamente e dopo un paio di giorni è letteralmente scomparso dall’organismo.
Arriva anche la pillola Pfizer C’è attesa invece per l’altro antivirale, quello prodotto da Pfizer che, a differenza di questo, sta dimostrando nella fase di test un’efficacia dell’89%. E’ stato autorizzato dallAgenzia europea del farmaco e sarà distribuito a marzo. Il suo nome è Paxlovid.
