«Trasparenza e verità per Terni» è quello che chiedono tre associazioni ambientaliste rispetto alle criticità del territorio, gravato da numerosi fattori inquinanti; in particolare, Cittadinanzattiva, Coordinamento regionale Umbria rifiuti zero e Legambiente chiedono per Arpa Umbria «autonomia scientifica, non autonomia territoriale».

Ambiente Preoccupati che diventi una questione campanilistica, i tre soggetti si scagliano contro chi, in questi mesi, ha voluto giocare la partita a difesa del distaccamento territoriale ternano dell’Agenzia per la protezione ambientale: Sono incomprensibili e inaccettabili – scrivono – le esternazioni della politica locale appassionata di ‘autonomia territoriale dell’Arpa ternana’ per niente preoccupata di rendere conto di quanto fatto e non fatto dalla politica stessa negli ultimi venti anni per quanto riguarda l’inquinamento della Conca Ternana e nella regione tutta. Scelte politiche territoriali e di governo del territorio che hanno portato Terni ad occupare il settimo posto nella classifica delle città più inquinate d‘Italia. Per affrontare una situazione così grave non servono polemiche di campanile, piuttosto ci vorrebbero politiche lungimiranti con organismi tecnici di garanzia come l’Arpa che mantengano sempre terzietà, autonomia professionale e non permeabilità agli interessi nazionali e locali che potrebbero volere, magari, ‘ammorbidire’ la crudezza dei dati».

Autonomia scientifica «L’Arpa – proseguono – ha iniziato un processo di rinnovamento culturale e tecnologico così da garantire la necessaria autorevolezza nello svolgere il suo ruolo di controllo, il Direttore generale Walter Ganapini, scienziato, ambientalista, da sempre impegnato contro mafia e malaffare, ha avviato un dialogo e un confronto costanti con le associazioni ambientaliste, di attivismo civico, con i comitati di cittadini, oltre che con le imprese, le forze dell’ordine, la magistratura, il che pone le basi per un percorso verso la trasparenza e la correttezza. Sarebbe più utile che gli amministratori pubblici lasciassero lavorare chi deve garantire controlli e correttezza delle informazioni. Non abbiamo bisogno di autonomia territoriale ma di autonomia scientifica».

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