di Dan.Bo.

Andranno in tutto a sei Comuni umbri i 758mila euro di finanziamenti tolti ai municipi di Perugia e Panicale e ora riassegnati dalla Regione. La decisione arriva dopo la revoca dei contributi concessi ai due Comuni a causa del mancato rispetto del termine fissato per l’affidamento dei lavori, stabilito al 9 ottobre scorso. I due enti non hanno dunque rispettato la scadenza imposta dalla normativa in materia, che stabilisce regole rigide per la tempistica nella gestione di risorse pubbliche per gli investimenti.

Gli interventi Due in particolare gli interventi per i quali si è andati oltre il tempo massimo: 258mila euro erano destinati al Comune di Perugia per un’opera di messa in sicurezza idrogeologica del Fosso di Santa Margherita; 500mila invece erano previsti per Panicale per la sistemazione delle sponde del fiume Nestore. Il mancato affidamento nei tempi previsti ha attivato automaticamente la procedura di revoca, con conseguente annullamento degli atti contabili e rientro dei fondi nelle casse di Palazzo Donini.

Progettazione avanzata Nel riassegnare i fondi la Regione ha privilegiato progetti con un livello avanzato di progettazione, così da rispettare la nuova scadenza per l’affidamento dei lavori, fissata al 31 maggio 2026. In caso di ulteriore inadempienza, le somme saranno definitivamente revocate e restituite al bilancio dello Stato.

I Comuni I fondi sono stati quindi redistribuiti a sei diversi Comuni per la realizzazione di opere ritenute urgenti e prioritarie in materia di sicurezza del territorio, viabilità e riqualificazione urbana. Si tratta, nel dettaglio, di interventi a Calvi dell’Umbria, Monte Santa Maria Tiberina, Montefalco, Castel Ritaldi, Narni e Arrone. Le opere spaziano dalla messa in sicurezza di infrastrutture viarie interessate da frane, alla riqualificazione di impianti sportivi e aree urbane. I finanziamenti vanno da 33mila a 300mila euro per ciascun intervento. 

La Regione In una nota la Regione sottolinea che l’impiego delle risorse «prevede delle scadenze perentorie e tempistiche molto strette, a cominciare dai tempi di aggiudicazione dei lavori», e che casi del genere non sono sicuramente isolati. «Non si comprende – dice Palazzo Donini – il clamore mediatico dei giorni scorsi con cui è stata evidenziata la revoca delle risorse ai Comuni di Perugia e Panicale». L’amministrazione regionale prosegue sottolineando che «nel caso dei progetti di Perugia e Panicale, essendo opere che la Regione ha previsto di finanziarie in virtù della loro importanza, è in corso una ricognizione di altre possibili fonti di finanziamento vista la volontà di procedere comunque alla realizzazione delle stesse».

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