E’ stato aperto stamattina a Passignano il “rubinetto” di adduzione dell’acqua dell’invaso di Montedoglio nel lago Trasimeno. Una tappa fondamentale per risolvere l’emergenza idrica al Lago, come sottolinea la presidente Catiuscia Marini.
«Quella di oggi è una tappa importante, ma pur sempre una tappa. Dobbiamo proseguire in questo lavoro, completare gli interventi previsti dal Piano Strategico e solo allora l’Umbria disporrà di un sistema di uso della risorsa idrica moderno ed efficiente», ha affermato intervenendo alla cerimonia insieme agli assessori all’Ambiente, Silvano Rometti, e alle Politiche agricole, Fernanda Cecchini.
«La sfida che è di fronte a tutti noi e che non riguarda né singoli Stati né singole aree – ha detto – è quella di un utilizzo attento e compatibile della risorsa idrica. È una sfida che impone al mondo e ai governi di tutti i Paesi comportamenti virtuosi. L’acqua, infatti, è un bene primario e vitale, che dobbiamo saper governare nell’interesse di un sistema ecocompatibile del pianeta. Anche in Umbria, operando al servizio delle popolazioni e del’economia locali, dobbiamo tenere sempre presente l’importanza dell’uso compatibile di questo bene».
«La risorsa Lago – ha sottolineato inoltre la presidente della Regione – riveste valenza nazionale, soprattutto per il suo valore ambientale. Per l’Umbria, inoltre, assume particolare valenza sia per il suo potenziale di attrazione di turisti sia per le attività agricole. Grazie alla conferma delle risorse che il Piano irriguo nazionale ha stanziato per il completamento delle opere idriche programmate (il sistema idrico del Chiascio e le opere secondarie al servizio della Valle Umbra sud), siamo fiduciosi sul fatto che nei prossimi anni tutte le opere potranno realizzate».
«Se oggi ‘festeggiamo’ l’importante risultato dell’adduzione dell’acqua dall’invaso del Montedoglio – ha voluto ribadire la presidente – è perché le istituzioni sia nazionali che locali hanno saputo svolgere una intelligente sinergia nell’interesse generale». «Fondamentale è stato il ruolo e il lavoro dell’Ente irriguo umbro toscano. Auspichiamo – ha aggiunto – che, nell’ambito delle riforme avviate dal ministro delle Politiche agricole Galan, la funzione di questo ente sia salvaguardata. L’Ente irriguo – ha rilevato – ha una non comune solidità economica e professionale e competenze che meritano di essere tutelate, nell’interesse delle comunità».
La presidente della Regione ha anticipato che ribadirà la richiesta allo stesso ministro, che oggi non è potuto intervenire, nella sua prossima visita in Umbria, annunciata per venerdì prossimo.
Soddisfatta anche la senatrice del Pd Anna Rita Fioroni. «E’ un primo passo – ha detto – verso la soluzione dei problemi legati alla stabilizzazione del livello idrometrico del lago Trasimeno». «L’ultimazione della rete di adduzione – ha spiegato ancora – rappresenta un’opera di grande importanza per il territorio, che godrà di migliore approvvigionamento idrico a vantaggio del settore agricolo, ma soprattutto per il lago Trasimeno, che da anni ha il problema, diventato questione nazionale, della stabilizzazione del livello idrometrico. La realizzazione della rete renderà possibile l’utilizzo delle acque accumulate nel serbatoio di Montedoglio, permettendo l’eliminazione dei prelievi idrici effettuati dal Trasimeno e consentendo il miglioramento dell’equilibrio idrologico del lago, per il quale è altresì importante dare continuità alle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Infine – ha concluso Fioroni – è importante sollecitare la collaborazione del Ministro per le Politiche agricole, per dare certezza al futuro assetto dell’Ente irriguo umbro – toscano».

