Presentati a Perugia i dati dell'Azienda ospedaliera (Foto F.Troccoli)

Per gli ultra 80enni l’ospedale di Perugia è diventato sempre più un presidio del territorio e un punto di riferimento, funzioni che però dovrebbe essere svolte dalle strutture decentrate. Così la pensa Walter Orlandi, che martedì mattina a Perugia ha presentato i numeri che disegnano il 2011 dell’azienda ospedaliera da lui guidata. Il trend dei ricoveri di ultra 70enni e 80enni preoccupa l’azienda. Tra il 2007 e il 2011 sono aumentati rispettivamente del 23,7% (da 5.593 a 6.919) e del 12% (da 12.241 a 13.691): «Questi numeri – spiega Orlandi – sono solo in minima parte legati all’invecchiamento della popolazione e rappresentano una forte criticità per l’azienda e per il sistema sanitario regionale. Una parte di questi ricoveri sono inappropriati e possono essere evitati implementando la risposta degli ospedali di comunità e la rete dell’assistenza primaria». Il preside della facoltà di Medicina, Luciano Binaglia, parla addirittura di «aggressione» riferendosi all’affollamento di alcuni spazi dell’ospedale: «La convenzione tra Regione e Università – dice – dovrà occuparsi di questi temi.  La rete degli ospedali territoriali va sfruttata».

Orlandi: dati eccellenti I dati dell’attività sanitaria sono stati definiti anche quest’anno «eccellenti, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, a fronte anche di importanti investimenti per l’innovazione tecnologica e l’ammodernamento delle apparecchiature elettromedicali», con l’ospedale di Perugia che nel 2011 si è dotato di una rete wi-fi, di una risonanza 3 Tesla, di otto ecografi e ecocardiografi, di un neuronavigatore per neurochirurgia e di Tomotherapy, uno strumento (ce ne sono solo tre in Europa) che coniuga la radioterapia e la tac e che verrà messo in funzione nei prossimi mesi. «Anche in periodi di crisi – ha detto Orlandi – i risultati e i presupposti sono molto buoni. Riuscire poi a liquidare i fornitori entro 70 giorni dall’emissione delle fatture dimostra che il servizio sanitario regionale pubblico può essere efficiente, considerando che il 46% dei costi di produzione è rappresentato da beni e servizi».

Il bilancio L’esercizio finanziario di 315 milioni di euro dell’azienda ospedaliera chiuso in sostanziale equilibrio, si è realizzato con un incremento del fondo sanitario minimo rispetto all’anno precedente (circa l’1%) a fronte di un’inflazione sanitaria che ha superato nel 2011 il 4%.  Per quanto riguarda i costi della produzione, che ammontano nel 2011 a 304 milioni, questi sono composti perlopiù (51%) da stipendi e da acquisto di beni e servizi (41%). Tra i dati più significativi la quasi eliminazione dei ricoveri in day hospital diagnostico passati da 1.417 nel 2010 a 115 nel 2011; il progressivo accorciamento della degenza media; la costante attrazione extraregionale che si conferma intorno al 10% dei ricoveri; l’attesa per interventi chirurgici si attesta in 24 giorni rispetto ai 37 dell’anno precedente; le buone performance del pronto soccorso soprattutto per la riduzione dei tempi di attesa; l’incremento notevole dell’attività specialistica ambulatoriale (9 milioni di prestazioni rispetto agli 8 milioni e 800 mila dell’anno precedente). L’aumento dei ricoveri ordinari (41 mila in totale nel 2011 e circa 900 in più rispetto al 2010) deriva in parte dall’apertura di nuove attività  (unità di degenza ospedaliera psichiatrica e centro odontostomatologico universitario) e in parte dai ricoveri di anziani di cui sopra.

Marini, Boccali e Orlandi martedì mattina a Perugia (foto F.Troccoli)

I punti di forza Tra i punti di forza del 2011 sono stati messi in primo piano le innovazioni organizzative e i progetti di qualità «realizzati dai professionisti dell’Azienda applicando la metodologia del project management e che hanno coinvolto oltre 3.000 operatori», come ha ricordato Orlandi. Nel corso dell’anno è stato implementato il progetto Accoglienza per «umanizzare» l’ospedale (ampliati orari di visita, organizzati concerti, mostre e letture in corsia), è continuato il progetto di accreditamento delle varie unità operative per rendere sicuro il percorso delle cure ed è partito il progetto Ospedale senza dolore. Nell’ambito di quest’ultimo è stato attivato dall’aprile 2011 il parto indolore garantito a chi ne fa richiesta 24 ore su 24 in modo gratuito, permettendo di realizzare una riduzione dei parti cesarei passando dal 37,9% del 2010 al 34,8% del 2011 (media nazionale 38%). I progetti sono stati valutati da organismi o enti esterni, oltre che da percorsi di partecipazione realizzati con i cittadini attraverso lo strumento dell’audit civico (l’ospedale di Perugia si è collocato al primo posto tra le aziende sanitarie umbre su questo versante). Nel corso della presentazione del bilancio è poi emerso che delle dieci «Buone pratiche» riconosciute all’Umbria dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ben sette sono state elaborate dall’Azienda ospedaliera di Perugia.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Boom di anziani ricoverati tra il 2007 e il 2011. Orlandi: «Forte criticità, sfruttare rete del territorio»”

Comments are closed.