Al centro, in piedi, il rettore Moriconi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Accreditamento condizionato». È questo il giudizio finale che l’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, dà dell’Università degli studi di Perugia. Un ateneo visitato da una commissione dal 24 al 28 novembre novembre di un anno fa; in tutto 15 esperti hanno cercato di capire se il sistema che punta a garantire la qualità dell’ateneo funziona o no. Nove i corsi di laurea passati al setaccio: Ingegneria informatica ed elettronica, Scienze dell’educazione, Scienze agrarie e ambientali, Scienze politiche e delle relazioni internazionali, Italianistica e storia europea, Ingegneria civile, Scienze chimiche, Amministrazione e legislazione aziendale e infine Medicina e chirurgia.

Ok condizionato L’analisi dell’Anvur parte da alcuni numeri che riguardano gli iscritti: nell’anno accademico 2010/2011 erano 27.732, mentre nel 2013/2014 erano 23.415; un dato che, almeno secondo quanto riferito dal rettore Franco Moriconi giorni fa, dovrebbe essersi mantenuto stabile nel corso dell’ultimo biennio. A non cambiare è la quantità di studenti fuori corso: quelli che il Ministero classifica come «regolari» infatti, cioè quelli iscritti da un numero di anni uguale o inferiore alla durata di un corso di laurea, erano il 67 per cento nel 2010/2011 e il 67,8 per cento nel 2013/2014. Insomma, uno studente su tre è fuori corso. Tornando alla valutazione, per ogni corso è stata preparata una scheda dettagliata che prende in considerazione una serie di parametri, dai servizi al Presidio di qualità, dalla qualità e quantità di risorse per la docenza alla formazione, dall’attività di monitoraggio alla domanda di formazione fino alla sostenibilità della didattica, il funzionamento del nucleo di valutazione, il numero di ore di attività didattica frontale per ogni credito formativo e così via.

IL RAPPORTO COMPLETO

Le schede Una scheda riassume il giudizio finale su 41 voci con un voto che va da A («segnalato come prassi eccellente») a D («non approvato per criticità importanti») passando per B («approvato») e C («accettato con una raccomandazione»). A prevalere nettamente sono le B e le C, con due sole A (politiche per la qualità, presidio qualità) e altrettante D (valutazione dell’apprendimento e nucleo di valutazione). Delineando quelli che sono i principali risultati l’Anvur riconosce che l’Università guidata da Moriconi (che ha assunto la presidenza del Presidio di qualità) ha delineato «una strategia volta a promuovere la qualità degli studi rispetto alla massimizzazione del numero degli studenti»; una serie di politiche poi «concretamente applicate», partecipate e condivise da docenti e personale tecnico. Secondo l’Anvur è di «particolare rilievo» l’audit interno dei corsi di studio. Presidio di qualità e audit sono classificate come best pracitces, anche se l’Anvur chiede una più sistematica verifica dell’efficacia degli interventi correttivi proposti, delle indicazioni fornite dal Presidio qualità e il recepimento delle raccomandazioni formulate dagli audit.

I DATI SU ISCRITTI E IMMATRICOLAZIONI

I risultati Bene anche l’esperienza portata avanti dalle commissioni paritetiche, mentre «non pienamente adeguato» viene definito l’operato del Nucleo di valutazione. Questo perché agli occhi dell’Anvur «sembra limitarsi a un controllo meramente formale dei processi senza una vera capacità di valutazione dell’operato dell’Ateneo». Su tutto il sistema una verifica completa, essendo partito di recente, non è possibile farla ma intanto l’Anvur preme affinché ciò che viene scritto nei rapporti di riesame dei corsi e nelle commissioni paritetiche tra studenti e docenti «diventino ora un effettivo strumento di governo della didattica e di realizzazione delle strategie di Ateneo». C’è da fare inoltre anche sul fronte della ricognizione della domanda di formazione esterna, fattore da tenere in conto «in sede di progettazione del piano degli studi». «Maggiore chiarezza e uniformità» tra i corsi l’Anvur la chiede poi riguardo alla comunicazione su quali sono gli obiettivi della formazione di ciascun corso, l’orientamento in entrata e la verifica dei prerequisiti degli studenti.

Bacchettate Bacchettata anche sulla documentazione e pubblicizzazione, «decisamente da migliorare», delle modalità di svolgimento delle prove di esame, e sull’attenzione, maggiore, da dedicare agli studenti lavoratori. Quanto alla didattica, detto dell’attenzione riservata dall’ateneo per quanto riguarda preparazione, risorse logistiche e supporto agli studenti, quelli intervistati hanno segnalato la necessità di aumentare le attività di laboratorio e l’offerta formativa in alcuni settori. Ragazzi e ragazze che secondo l’Anvur vanno coinvolti di più per quanto riguarda l’assicurazione di tutto il sistema della qualità.

Twitter @DanieleBovi