L’Umbria ha detto sì alla costruzione di un modello sanitario per rispondere adeguatamente ai disturbi della nutrizione. Una legge che consente al sistema pubblico sanitario la presa in carico, ma si anche a un modello organizzativo che sia in grado di mappare tutte le esperienze maturate, di metterle in collegamento fra di loro, in modo da offrire agli utenti un servizio uguale per tutti e ad alta specializzazione. E’ il cantiere aperto in Regione presso l’assessorato alla Sanità, che dovrà portare al raggiungimento di questi obiettivi, sulla scia delle significative competenze acquisite dai centri già esistenti, alcuni dei quali rappresentano un punto di eccellenza, che richiamano pazienti da tutta Italia. Le nuove disposizioni andranno a modificare e integrare il testo unico regionale sulla sanità.

La rete Viene creata la ‘Rete integrata regionale per la presa in carico delle persone con Dna’, di cui fanno parte medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, servizi ambulatoriali specialistici, servizi ospedalieri e servizi di riabilitazione pubblici e privati convenzionati, strutture residenziali, strutture semiresidenziali e centri di salute mentale. La Rete provvede ad assicurare i migliori risultati in termini di appropriatezza ed efficacia degli interventi diagnostici, terapeutici e riabilitativi; il coinvolgimento attivo delle persone con Dna e delle loro famiglie; la predisposizione e attuazione di progetti assistenziali individuali, calibrati sulle esigenze delle singole persone; la condivisione di percorsi terapeutici comuni; la costituzione di equipe di diagnosi e cura con competenze in area psichiatrica, psicoterapica e internistico-nutrizionale, composte da psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi e/o psicoterapeuti, nutrizionisti, dietisti, medici dietologi, medici internisti, endocrinologi, infermieri, educatori professionali, tecnici della riabilitazione psichiatrica e fisioterapisti, affiancati, per casi specifici, da professionisti di altre discipline. 

Da sapere Presso la Direzione regionale Salute e Welfare viene istituito un gruppo di lavoro tecnico, denominato ‘Centro di coordinamento regionale’, con compiti consultivi e propositivi nei confronti della Giunta regionale in materia di Dna. Nella Carta dei servizi delle aziende sanitarie regionali dovranno essere inseriti: la descrizione della tipologia dell’offerta rivolta a bambini, adolescenti e/o adulti; le informazioni sull’operatività dei servizi, sulle modalità di accesso e di comunicazione, sulle interazioni tra le componenti della Rete, sull’attività svolta e sulle modalità di sostegno; le indicazioni e i suggerimenti per il miglioramento della qualità dei servizi offerti; i riferimenti dei siti web istituzionali attraverso i quali è veicolata una corretta informazione.

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