L'Inaugurazione dell'anno giudiziario

di Ivano Porfiri

Una difesa appassionata del ruolo della magistratura contro «continui, pesanti attacchi», un intervento che non risparmia strali indiretti all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, allo scrittore Erri De Luca e a quei magistrati che, in qualche modo, sembrano giustificarne le affermazioni. Il procuratore generale presso la Corte d’appello di Perugia, Giovanni Galati dedica buona parte del suo intervento per l’inaugurazione dell’anno giudiziario a quello che chiama il «rapporto magistratura/terrorismo».

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Accuse gravissime e ingiustificate «Ritengo di dovermi soffermare su affermazioni e comportamenti che non posso ignorare – dice Galati – e che decisamente respingo perché mi hanno offeso come uomo e come magistrato, che ha trascorso 45 anni della propria vita nell’esercitare con onore questo delicato lavoro» coltivando la speranza che «non si debbano più ripetere». «Abbiamo assistito – spiega – nel corso di questi ultimi anni a continui, pesanti attacchi contro la magistratura, ma non avrei mai pensato che tutti i magistrati venissero parificati alle Brigate rosse. Non si può tollerare la violenta campagna mediatica, nella quale si è accusata tutta la magistratura di agire per finalità eversive. Sono accuse gravissime, ingiustificate che, non solo sono lesive del prestigio e dell’indipendente esercizio della giurisdizione, ma mettono a repentaglio i principi della convivenza democratica, soprattutto perché provenienti da un ex responsabile del potere esecutivo». Galati non fa mai il nome di Berlusconi, ma il riferimento sembra alle affermazioni del novembre scorso in cui l’ex premier disse che Magistratura democratica abbracciò le idee delle Br.

Personaggio patetico e ossessivo Galati ricorda quindi i giudici uccisi negli anni del terrorismo, come il professor Alberto Candian, freddato da leader di Prima linea Sergio Segio. «Oggi – ha attaccato il pg – il ricordo di costoro e di tutti i magistrati che non si sono tirati indietro nel combattere l’attacco terroristico è offeso da un personaggio patetico, ripetitivo, ossessivo, guidato dall’ira e dall’odio, il quale non ha mai accettato e non accetta i principi dello Stato di diritto, in particolare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e, soprattutto, l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge».

De Luca e Magistratura democratica Ma Galati non si ferma qui. Sempre in tema di terrorismo giudica «non meno riprovevole» quel gruppo di magistrati che ha scelto di pubblicare un brano di Erri De Luca sulla loro agenda 2014, facendo riferimento a Magistratura democratica, che dopo le critiche ha comunque ritirato il brano dall’agenda dopo l’addio di Giancarlo Caselli. «De Luca – ha ricordato Galati – è stato fino al 1976 responsabile del servizio d’ordine di Lotta Continua e, con i suoi scritti, ha sempre affermato e ribadito che le Brigate rosse non possono considerarsi terroristi, ma semplici rivoluzionari, per i quali è ammesso per definizione l’uso delle armi. Simili affermazioni sono pericolosissime nel momento storico in cui viviamo». Secondo Galati «non pare infatti che De Luca abbia chiuso i conti col passato, definendosi oggi, quasi con orgoglio, un sabotatore del cantiere per l’alta velocità in Val di Susa, dove episodi di terrorismo, attuati da un’ala eversiva, che si copre utilizzando il movimento No Tav, sono oggetto di procedimenti penali attualmente seguiti dai pm Padalino e Rinaudo» i quali «hanno subito e subiscono aggressioni continue con frasi contenenti minacce di morte pronunciate in sede di udienza preliminare e con scritte dello stesso tenore apparse sulle strade di torino. I movimenti eversivi degli anni ’70 ebbero inizio in questo modo».