«Salviamoli! Non c’è altra cosa da fare», è l’appello che si muove dall’Umbria dagli organizzatori della Marcia della Pace che propongono e chiariscono: «Le parole – nemmeno quelle di condanna- non fermano lo sterminio. Dobbiamo andare a salvarli! Questo chiediamo al governo italiano! Non basta nemmeno il riconoscimento dello Stato di Palestina. L’Italia lo deve fare, ma non basta. Quello che serve ora è andare a salvare le persone che stanno per essere sterminate. Facciamo partire subito le due portaerei italiane “Cavour” e “Garibaldi” – chiedono – e tutte le navi che abbiamo a disposizione. Carichiamole di aiuti e affidiamo ai nostri militari il compito di consegnarli al personale delle agenzie dell’Onu e alle organizzazioni della società civile che ancora resiste nel cimitero di Gaza. Facciamo in modo che tutti i bambini e le bambine possano riceverli. Nessuno escluso».
«La presidente del Consiglio – continua l’appello – e il ministro degli Esteri salgano su quelle navi, dirigano le operazioni di soccorso e chiedano a Macron, a Merz, a Sanchez, a Starmer e agli altri capi di Stato europei di fare altrettanto. Di fronte all’inazione dell’Unione Europea, l’Italia faccia partire subito una grande “Operazione di salvataggio” per i bambini e le bambine di Gaza. Rispondiamo all’impensabile, con l’impensabile. Facciamo quello che non è ancora stato fatto: salviamo la vita dei sopravviventi». Il documento è firmato da Flavio Lotti, presidente Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace e Marco Mascia, presidente Centro diritti umani “Antonio Papisca” Università di Padova.
Perugia, 26 maggio 2025
