«Credo che abbiamo dedicato troppo tempo agi immigrati e poco alla giustizia italiana: chi maltratta, violenta bambini o disabili va decapitato in piazza». Queste le parole utilizzate dall’esponente del Pd di Amelia, Marina Teofrasti, in un post su Facebook. Parole che ovviamente hanno scatenato la violenta reazione degli utenti e non solo: a condannare l’uscita anche Walter Verini, presidente dell’assemblea regionale del Pd Umbria. E intanto scoppia anche un caso Lega, con parole forti contro gli immigrati pronunciate dal consigliere comunale Giulia Silvani.
Il caso Amelia Le parole della Teofrasti dunque hanno subito suscitato indignazione e sgomento. Un commento ad un post che poi è stato ritrattato e cancellato. Ma il danno resta. «Chi conosce la mia persona e frequenta la mia vita sia pubblica che privata – ha spiegato la Teofrasti in un post successivo – sa come io non abbia mai avuto nulla da nascondere, visti i miei valori ed il mio costante impegno nel sociale. Mi dispiace che qualcuno in questi giorni mi abbia voluto far apparire per quella che non sono. Non è mai stato nelle mie intenzioni offendere; per tale motivo il post è stato rimosso. Grazie a chi mi è sempre accanto». «Non si deve drammatizzare un episodio – spiega Verini – e c’è da augurarsi che si tratti di quelle cose che capitano in questo tempo di uso compulsivo dei social. Però va detto che si tratta di parole che non fanno parte del bagaglio politico e culturale del Pd. Il Pd continuerà ad occuparsi di migranti per ragioni di umanità e di sicurezza, contro la disumanità e l’insicurezza espressa e causata da questo Governo e dal suo cinico ministro dell’Interno e contro l’insensibilità dell’Europa. Tutto, ma proprio tutto il Pd è stato anche fisicamente vicino ai disperati della Sea Watch. Tutto il Pd continuerà a stare, come sempre, dalla parte delle vittime della violenza, tanto più se bambini, donne, disabili, senza venire meno ai principi di civiltà giuridica. Ci vuole certezza della pena, ma evocare pena di morte e giustizia sommaria è barbarie, estranea ai valori non solo del Pd, ma della Costituzione, della civiltà giuridica e morale di questo Paese».
Il caso Lega E a proposito di bufere social, da registrare anche il caso che ha coinvolto il consigliere comunale di Terni, Giulia Silvani, della Lega, che condividendo un post di Salvini definisce gli immigrati spacciatori come ‘bestiacce’, salvo poi fare marcia indietro indicandoli come ‘personcine per bene’. Il post è stato modificato in corso d’opera ma tramite uno screenshot ha causato molte reazioni e commenti indignati.
