In occasione della Sagra Musicale Umbra mercoledì è andato in scena, in un luogo di straordinario fascino artistico, nel santuario di Mongiovino a Panicale, l’ensemble Vocale Odhecaton diretto da Paolo da Col. Riportati alla luce due capolavori sacri frutto del genio di Alessandro Scarlatti, recentemente restituiti dallo studioso Luca Della Libera alla disponibilità degli interpreti e degli appassionati. Si tratta di due ispiratissime pagine, la Missa defunctorum a quattro voci e basso continuo e il Magnificat a cinque voci e basso continuo.

IL VIDEO DEL CONCERTO

«Le circostanze per le quali Alessandro Scarlatti compose la Missa defunctorum non sono note – racconta Luca Della Libera -, e allo stato attuale delle cose possiamo soltanto avanzare alcune ipotesi. Il manoscritto è datato 1717: in quell’anno abbiamo scarse notizie sull’attività del compositore. La Missa potrebbe essere stata composta in occasione della morte prematura dell’erede maschile al trono dell’impero asburgico, l’arciduca Leopold, avvenuta il 4 novembre 1716 a soli sei mesi di vita. La partitura, parzialmente autografa, si trova nel fondo Piatti-Lochis della Biblioteca Civica di Bergamo, alla quale è pervenuta dopo essere stata acquisita da C. E. Horsley, uno dei fondatori della biblioteca della Musical Society di Londra ed essere anche passata nelle mani del celebre Alfredo Piatti, violoncellista e collezionista bergamasco che visse a Londra per circa cinquant’anni».

«La Missa defunctorum – continua Della Libera – è un brano estremamente compatto e unitario e come in molti brani di musica sacra scarlattiana, anche qui c’è un’originale compresenza di stilemi “antichi” e “moderni”: da una parte la presenza di melodie gregoriane e la tecnica della messa ciclica rinascimentale, dall’altra scelte armoniche molto avanzate. Il momento culminante è sicuramente il Lacrimosa, un brano di altissima pregnanza espressiva, che non può non commuovere gli ascoltatori». Non meno affascinante il Magnificat, il più famoso cantico di lode a Dio pronunciato dalla vergine Maria nella sua visita ad Elisabetta. «Le notizie sulle circostanze della composizione del Magnificat di Scarlatti – conclude lo studioso – sono ancor minori rispetto alla Missa defunctorum, dato che le fonti superstiti sono ottocentesche e non offrono alcun indizio sul luogo e la data di composizione. E’ suddiviso in diverse sezioni, ciascuna delle quali con delle caratteristiche diverse dalle altre sia per quanto riguarda l’organico, il tipo di scrittura e l’ambito tonale. Un ascolto che colpisce per sapienza e invenzione».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.