©️Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli

Il fenomeno delle case vacanza e degli affitti brevi attraverso piattaforme digitali come Airbnb continua a segnare la geografia dell’ospitalità in Umbria, con un’offerta che – pur rimanendo inferiore rispetto alle grandi regioni italiane – registra una presenza significativa e dinamiche in evoluzione. A livello nazionale, infatti, risultano disponibili oltre 608mila alloggi sulla piattaforma Airbnb, con Toscana, Sicilia e Lombardia che da sole rappresentano oltre il 35 per cento dell’offerta totale del Paese. 

In questo contesto, l’Umbria occupa una posizione di medio rilievo: dati recenti indicano che la regione conta meno di 10mila alloggi resi disponibili sulla piattaforma, un numero che la colloca al 14° posto tra le regioni italiane per offerta complessiva. In termini assoluti, questa quantità di annunci è confrontabile con realtà urbane come Napoli città (analisi basata su dati Inside Airbnb). 

La natura dell’offerta umbra riflette le specificità del turismo regionale. La maggior parte delle proposte riguarda interi appartamenti o case vacanza, spesso situati nei centri storici di Perugia, Assisi, Spoleto e Terni o nelle aree di attrazione naturalistica e culturale della regione. Secondo le analisi di settore, in quasi l’82 per cento dei casi si tratta di alloggi sfitti da residenti e offerti per periodi superiori ai sei mesi l’anno, segno di un fenomeno ormai radicato nel tessuto turistico locale.

Nel complesso, Airbnb ha oltre 8 milioni di annunci attivi nel mondo e più di 5 milioni di host, con una diffusione in oltre 220 Paesi e città. In Europa e nell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), la piattaforma ha consolidato una quota importante di mercato, dove si concentra una parte rilevante delle prenotazioni e delle notti effettivamente soggiornate dalle persone in viaggio. 

Negli ultimi anni Airbnb ha ampliato la sua strategia oltre il semplice alloggio turistico, investendo nei cosiddetti servizi ed esperienze locali. Con iniziative come Airbnb Services and Experiences, la piattaforma punta a integrare nelle offerte pacchetti di attività culturali, enogastronomiche, outdoor o artistiche, rendendo così più ricca l’esperienza del visitatore e aumentando l’adesione alla propria app anche fuori dalla sola prenotazione di camere o appartamenti.

Per l’Umbria, territorio con forte vocazione turistica legata alla cultura, all’enogastronomia e alla natura, queste evoluzioni possono tradursi in un’opportunità di valorizzazione territoriale oltre che in un incremento di domanda, soprattutto nelle stagioni intermedie dell’anno. In particolare, l’attenzione di Airbnb verso strumenti digitali avanzati – dalla intelligenza artificiale per il customer service alle funzionalità di ricerca più sofisticate – lascia intravedere come l’innovazione tecnologica possa accompagnare ulteriori cambiamenti nelle abitudini di viaggio e nelle strategie di offerta degli host umbri.

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