Un corteo No inc (foto Rosati)

di M. R.

Al via venerdì mattina, a partire dalle 9.30 una nuova seduta della Conferenza dei servizi per la concessione o meno dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’inceneritore Terni biomassa di via Ratini a Maratta. Il tanto  atteso parere del sindaco Leopoldo Di Girolamo, che insieme all’assessore all’Ambiente Giacchetti ha rappresentato al tavolo il Comune di Terni è arrivato nel pomeriggio: «Contrario». Ora la palla passa alla Regione Umbria.

TUMORI DA INQUINAMENTO
IL POPOLO NO INC IN PIAZZA
POLVERI SOTTILI E CERVELLO INQUINATO

Terni biomassa La Tozzi holding, proprietaria dell’impianto, sta col fiato sul collo a enti e istituzioni deputate a prendere la decisione dalla quale chiaramente dipende il futuro dell’attività e, conseguentemente, degli interessi del privato. C’è però anche il fortissimo pressing del popolo No inc che intanto ha ottenuto, come richiesto a gran vice anche sotto le finestre di Palazzoo Spada, il parere contrario del primo cittadino, il quale il 23 gennaio scorso si era preso altro tempo per decidere. L’obiettivo del comitato è tentare di chiudere ogni margine disponibile, compreso quello dei costi per un eventuale nuovo procedimento amministrativo, per provare a vincere la battaglia ambientale che tra inchieste, ordinanza di spegnimento e grandi proteste si trascina da tempo.

Cosa succede ora «A Palazzo De Santis – riferisce in una nota l’ente di piazza Ridolfi – è stato siglato il verbale che raccoglie tutti i pareri dei soggetti partecipanti alla conferenza coordinata dalla Regione dell’Umbria, l’ente che per legge dovrà rilasciare o meno il titolo autorizzativo.  Intanto, oggi, in sede di conferenza, il Comune di Terni, rappresentato dal sindaco Leopoldo Di Girolamo e dall’assessore all’Ambiente Emilio Giacchetti, ha ribadito il suo no». A pesare sulla scelta finale quindi ora c’è il ribadito no di Palazzo Spada, lo studio sanitario sui tumori da inquinamento e altre patologie connesse, ai quali va sommato l’articolo pubblicato da Arpa Umbria sugli effetti delle polveri sottili sul cervello.

Di Girolamo e Giacchetti «La nostra posizione è chiara fin dall’inizio – dichiara il sindaco – una posizione assunta facendo leva su elementi giuridici e che si è rafforzata con il pronunciamento di Asl. Una posizione cristallina, che non può lasciare adito a fraintendimenti, da parte di un ente, il Comune, che non ha esitato a rappresentare al meglio le istanze ambientali della comunità». «Anche oggi – aggiunge l’assessore all’Ambiente – abbiamo rimesso un parere corposo, strutturalmente basato su elementi normativi e scientifici ben precisi, facendo riferimento, tra gli altri, al principio di precauzione e alla valutazione di impatto ambientale intesa non solo come emissioni dell’impianto da autorizzare ma del contesto nel quale va a inserirsi. Noi, in sostanza, diciamo inoltre che al momento, mancando alcuni elementi di analisi e approfondimento, non si possa che dire di no all’impianto».

Aia Nel parere rimesso in sede di conferenza, il Comune tra l’altro ha sottolineato che i dati sanitari attualmente in possesso dell’amministrazione comunale sulla popolazione interessata, non risultano aggiornati in modo da poter consentire una valutazione adeguata. «Nel comune di Terni – fa sapere Palazzo Spada – è stata recentemente promossa un’indagine sanitaria (attualmente in corso presso il dipartimento di igiene dell’università degli studi di Perugia) per poter disporre di dati aggiornati sul nesso causale tra livello di emissioni e patologie oncologiche; la valutazione dei rischi sanitari, nel caso di specie, deve essere presa in considerazione anche relativamente agli inquinanti presenti dalle diverse fonti sul territorio (questo lo scenario aperto dal parere Usl) oltre che quelli specifici dell’impianto da realizzare;  nel caso in cui dalla valutazione sanitaria emergano criticità è necessario che l’indagine epidemiologica sulla popolazione interessata sia svolta prima del rilascio dell’Aia».

@martarosati28

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