Il convegno #umbriadigitale

Impossibile imboccare la via della crescita se non si investe sul digitale. E’ quanto emerso nel corso della prima giornata di dal convegno “#umbria digitale/ Costruiamo insieme l’agenda digitale dell’Umbria”, che promosso dalla Regione, si tiene fino a martedì a Perugia all’Hotel Giò. Due giorni di presentazioni, workshops, dibattiti e tavole rotonde, per «raccontare – dicono gli organizzatori – come l’Umbria interpreta il tema dell’innovazione, per esaminare e condividere idee e progetti per la crescita digitale, soprattutto quelli che in queste ultime settimane sono pervenute on line nell’“Ideario”, uno speciale sito creato dalla Regione (umbriadigitale.ideascale.com), per raccogliere le proposte degli utenti della rete sull’innovazione sociale, la semplificazione dei servizi della pubblica amministrazione, il miglioramento della qualità della vita». Lo slogan «L’Umbria che fa(rete)».

Agenda digitale In un contesto nazionale ancora caratterizzato, rispetto alla media europea, da un basso livello di competenze digitali “mediane”, da un insufficiente uso della rete da parte delle piccole e medie imprese (oltre che da una scarsa propensione per l’acquisto online), da un livello ancora mediocre di ricerca e sviluppo nel settore delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (dati, questi, appena bilanciati da un utilizzo dell’e-government in linea con l’Europa e da una politica “online” addirittura superiore alla media), dall’Umbria emerge la forte volontà di realizzare l’“Agenda digitale”, come strumento di quella “crescita digitale”, ritenuta dal programma di legislatura “decisiva per il futuro della regione”.

Condivisione «“Dobbiamo dire ‘Grazie, Umbria!’», ha detto, nel suo intervento di apertura dei lavori, Flavia Marzano, presidente degli “Stati Generali dell’Innovazione”, un’associazione che aggrega imprenditori, imprese, associazioni e persone, e che pone fra i suoi obiettivi prioritari la creatività e il merito, l’abbattimento del “digital divide” e il rinnovamento dello Stato all’insegna della trasparenza. «Oggi voi umbri – ha sottolineato – avete dimostrato che tutto questo si può fare. La vostra iniziativa – ha aggiunto – è fatta per chi crede nell’idea della condivisione, nell’unione che fa la forza, nella partecipazione e nella cittadinanza attiva. La vostra agenda è un percorso permanente, che ha avviato processi inclusivi: avete ascoltato idee e proposte, e l’ascolto è ciò che sta alla base della buona politica. Avete aperto una strada per le altre Regioni, con una iniziativa che fa da esempio e da traino».

Internet un diritto «Il nostro impegno sulla strada della crescita digitale – ha ricordato nel suo intervento l’assessore alle infrastrutture immateriali della Regione Umbria  Stefano Vinti – è cominciato ancor prima del varo dell’Agenda Digitale Italiana (1 marzo 2012, ndr). Lo sviluppo innovativo digitale – ha sottolineato – è un tema per noi prioritario, inteso non soltanto come sviluppo tecnologico, ma come sviluppo delle reti della conoscenza: occorre partire – ha spiegato – dai bisogni sociali (per rispondere alla domanda: ‘chi siamo, e dove vogliamo arrivare’), rendendo il sistema protagonista attraverso una partecipazione fra uguali. L’agenda digitale dell’Umbria – ha aggiunto – è un percorso innovativo nel metodo, ma anche una risposta alla crisi, un’idea forte per fare rete, un’idea forte di assunzione di responsabilità». Vinti ha ribadito il proposito di fare di internet un diritto universale garantito.

Identità digitale «Le politiche di rete servono per mantenere la coesione sociale insieme alla identità storico-culturale dell’Umbria – ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale dell’Umbria Andrea Lignani Marchesani -, e l’assemblea regionale, come luogo della democrazia e della partecipazione, dev’essere altresì luogo d’indirizzo e controllo, attraverso gli strumenti innovativi dell’agenda digitale». L’assessore comunale Monia Ferranti, in rappresentanza del sindaco di Perugia Boccali, ha sottolineato l’importanza della trasparenza, di «città democratiche, anche grazie alla rete, partecipate e inclusive, che pongano al centro il cittadino». Per Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni e presidente del Consiglio delle Autonomie Locali dell’Umbria, «lo sviluppo della tecnologia dell’informazione e della comunicazione rappresenta un volano per la formazione, l’innovazione, la competitività e la crescita».

Europa 2020 La relazione di Gabriella Cattaneo, direttore per la ricerca della società multinazionale “Idc”, ha tracciato un quadro complessivo delle politiche europee per il digitale, la crescita e lo sviluppo. «La strategia di ‘Europa 2020’ – ha detto – è dettata dall’obiettivo di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, e l’agenda digitale deve mettere in moto il ‘circolo virtuoso’ dell’economia digitale, attraverso lo sviluppo dell’‘internet economy’ e di una ‘Grande Coalizione’ per i ‘digital jobs’».

Soru: noi semplici fruitori Nel successivo panel ha preso la parola il presidente di Tiscali, Renato Soru. «Quando sento che siamo i primi fruitori di Facebbok, Twitter o altri prodotti che vengono pensati, realizzati e che qui non portano un posto di lavoro o un euro di tasse qui mi cadono le braccia. Il nostro impegno deve essere quello di usare internet da protagonisti, altrimenti diventeremo semplici frutori o clienti».

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