«In una situazione drammatica delle carceri italiane, fatta di sovraffollamento, suicidi, condizioni spesso disumane di detenzione e grave mancanza di personale, a Terni si è accesa una luce». Così il senatore Walter Verini, segretario della Commissione Giustizia e capogruppo Pd in Antimafia, dopo aver visitato la stanza allestita per i colloqui intimi tra detenuti e partner nella casa circondariale di Sabbione. Con lui lunedì mattina ci sono anche il segretario Pd di Terni Pierluigi Spinelli ed Elisabetta Mascio della segreteria regionale.

Carcere di Terni «Sono tornato al carcere di Terni, un carcere che ha problemi drammatici: sovraffollamento, mancano personale e figure multidisciplinari. Manca l’acqua calda e nei piani più alti si prevede un’estate senza acqua. Eppure in questo carcere è successa una cosa fondamentale. Per la prima volta in Italia si è allestita una stanza all’affettività. E lo si deve alla tenacia di un magistrato di Sorveglianza, Fabio Gianfilippi, che ha appoggiato reclami e ricorsi fino ad arrivare alla sentenza della Corte Costituzionale». Così il senatore Dem ripercorrendo le tappe che, venerdì scorso, hanno portato al primo colloquio intimo tra un detenuto e partner.

Affettività in carcere Dopo la visita nei locali, Verini ha aggiunto: «È stata una emozione toccare con mano come sia possibile umanizzare la pena. Certo, i colloqui intimi da soli non risolvono i drammatici problemi delle carceri. Ma sono un momento fondamentale, insieme a tante altre attività necessarie e urgenti, assieme a risposte che non arrivano. Un segnale di speranza, insomma, che aiuta chi pensa – con la Costituzione – che una pena giusta e certa, ma finalizzata al recupero e al reinserimento, è anche un investimento in sicurezza: chi esce rieducato dopo uno sbaglio e una detenzione, non torna a commettere reati».

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