di Daniele Bovi
«Irricevibile». Cgil e Uil bocciano così la proposta avanzata nei giorni scorsi da Sase, la società guidata da Mario Fagotti che si occupa di gestire l’aeroporto ‘San Francesco’, che punta ad attivare una serie di contratti di solidarietà nei confronti di alcuni dei 34 dipendenti dell’azienda. Azienda che, come riferito nel corso dell’audizione di venerdì a palazzo dei Priori, chiuderà il 2014 con un passivo di oltre 770 mila euro. Messa sul tavolo la proposta i sindacati hanno subito guardato alla Regione, alla quale è stato chiesto un incontro per affrontare la situazione complessiva dello scalo, il cui management è impegnato insieme ai soci a dare gambe al piano industriale di rilancio.
NUOVE ROTTE, TUTTE LE TRATTATIVE
Irricevibile Secondo Marco Bizzarri della Filt-Cgil quella del contratto di solidarietà non è al momento «un’ipotesi da prendere in considerazione». Prima la Cgil chiede alla Regione di dare vita ad un tavolo per affrontare i problemi del ‘San Francesco’ e capire quali sono le strategie e le prospettive di sviluppo per il futuro di quella che è, per l’Umbria, una delle infrastrutture strategiche. «Anche se la situazione – dice – è certamente migliore rispetto a quella che vivono Pescara o Ancona, qui c’è da lavorare». Alessandro Emili della Uiltrasporti mette poi in evidenza la mancanza di un piano di marketing in grado di far fare un salto di qualità e che «non ci si può affidare – spiega – solo a Ryanair. Servono azioni concrete per l’ingresso di un socio privato del quale si parla da tanto tempo».
L’AUDIZIONE A PALAZZO DEI PRIORI
Organico Ingresso che, come spiegato nei giorni scorsi di fronte alla commissione, in caso non avverrà prima della fine del 2015, quando Sase punta a mettere sul tavolo dell’eventuale socio una serie di risultati riuscendo così a trattare da una posizione di maggior forza rispetto a quella attuale. Quel che è sicuro è che «la proposta di contratto di solidarietà – continua Emili – non è ricevibile anche perché al ‘San Francesco’ già si lavora con l’organico al minimo. Non possiamo più permettere che in alcuni giorni l’aeroporto sia vuoto».
Twitter @DanieleBovi

La risposta al problema ce la da il Sig. Emili della UIlTrasporti:
non possiamo piu’ permetterci di mantenere con soldi pubblici un aeroporto che in alcuni giorni della settimana e’ vuoto.
E non e’ vuoto per caso ma perche’ la struttura non ha una prospettiva di crescita sostenibile secondo studi effettuati da enti del settore.
Se da una parte abbiamo 35 dipendenti SASE, mi risulta che dall’altra abbiamo circa 40 pompieri e 11 controllori di volo (in trasferta?) , senza contare , polizia , dogana , personale dell’Aviazione Civile e i costi di mantenimento della infrasuttura , tutti a carico dello Stato.
Sulle promesse che in futuro arriveranno vettori interessati ad operare a San Francesco non si puo’ piu’ contare. Sono promesse che abbiamo sentito dalla Sase da 20 anni a questa parte e sempre disattese.
La struttura va chiusa o affidata a privati con regolare gara d’appalto e i 35 lavoratori SASE ricollocati, gli altri possono tranquillamente essere reimpiegati dai rispettivi enti .