Riggio e Fagotti (foto U24)

di Daniele Bovi

«Il San Francesco dovrebbe diventare un punto di attrazione europeo per il turismo religioso. Qui bisogna attrarre traffico a livello continentale altrimenti rimarrà solo una bella struttura». Così martedì durante una conferenza stampa Vito Riggio, presidente di Enac (l’Ente nazionale per il controllo aereo) ospite dello scalo umbro e impegnato in queste settimane in un tour tra i piccoli aeroporti italiani. Accanto a lui c’era il presidente di Sase Mario Fagotti insieme al quale Riggio ha lanciato un appello al mondo politico e all’imprenditoria affinché tutti facciano la propria parte per lo sviluppo di un’infrastruttura strategica per l’Umbria.

Promozione «Una regione – ha detto Riggio – che da sola non ha un traffico sufficiente da giustificare un aeroporto. Serve uno sforzo e un po’ di fantasia». Insomma, nel dibattito torna centrale il ruolo di una adeguata ed efficace promozione di un territorio che ha molto da offrire in termini di ricchezze ambientali, storiche ed artistiche. Uno scalo che ha anche bisogno però di infrastrutture di supporto: «Queste – ha detto il numero uno di Enac – al momento mancano. Penso al progetto di trasformazione della E45 in autostrada e di un collegamento ferroviario. A questo aeroporto, una bellissima struttura, abbiamo dedicato molte energie e vorrei continuare a vederlo aperto».

IL PIANO DEI VOLI PER LA STAGIONE ESTIVA

Conti ok Nel 2015 si dovrebbe sfondare la quota dei 250 mila passeggeri, mentre per quanto riguarda il bilancio il passivo dovrebbe aggirarsi quest’anno intorno ai 750 mila euro e ai 500 mila il prossimo. «Le perdite – spiega Riggio – si vanno riducendo, non ci sono debiti e il pareggio nel 2017 è possibile, anche se bisogna tener conto che non si fanno utili con meno di 500 mila passeggeri all’anno. La riduzione dei costi certo va fatta ma serve uno sforzo perché l’aeroporto dell’Umbria è di tutti e gli impegni non sono insormontabili. Ne vale la pena dopo molti sforzi». Rispondendo alle domande dei giornalisti Riggio ha parlato anche della possibilità di attrarre visitatori in questi mesi dell’Expo «ma serve – ha detto – spirito di iniziativa».

Declassamento Se lo scalo non dovesse centrare gli obiettivi fissati i guai sarebbero seri. Nei mesi scorsi il San Francesco, dopo una lunga battaglia, è stato reinserito tra gli aeroporti di interesse nazionale ma ad alcune precise condizioni. Entro tre anni serve che si regga sulle sue gambe «altrimenti decadrebbe con conseguenze notevoli. Chi non ce la fa potrà essere trasformato in uno scalo dedicato al solo traffico privato, senza le attuali rotte commerciali». Insomma, i prossimi mesi saranno decisivi per il futuro dello scalo umbro.

Twitter @DanieleBovi