di Daniele Bovi
Nel 2025 l’Aeroporto internazionale dell’Umbria ha registrato 620.420 passeggeri, il dato più alto di sempre per lo scalo di Perugia. Come comunica in una nota Sase, la società di gestione del San Francesco, il risultato rappresenta una crescita del 16 per cento rispetto al 2024, quando i passeggeri erano stati 534.210. Un aumento che supera nettamente l’andamento medio degli aeroporti italiani, che nello stesso periodo si è attestato intorno al 6 per cento.
Le rotte Nel corso dell’anno l’aeroporto ha operato fino a 18 rotte, servite da 6 compagnie aeree, con 114 voli di linea settimanali. L’ampliamento dell’offerta ha sostenuto un trend di crescita continuo, che ha portato anche a nuovi primati di traffico. Il record giornaliero è stato raggiunto martedì 19 agosto, con 4.120 passeggeri transitati nello scalo, mentre agosto è risultato il mese più trafficato di sempre, con 81.267 passeggeri complessivi.
I movimenti Analizzando la composizione del traffico, il 63 per cento dei passeggeri ha viaggiato su voli internazionali, il 36 per cento su voli nazionali e circa l’1 per cento su voli di aviazione generale e charter. I movimenti aerei complessivi sono stati 6.669, in crescita dell’1,3 per cento rispetto al 2024. Di questi, 3.969 hanno riguardato voli di linea e 2.700 voli di aviazione generale.
Londra in testa Nel periodo estivo si è registrato anche un forte aumento dei riempimenti degli aeromobili. Il load factor ha superato stabilmente il 90 per cento sulla quasi totalità delle rotte, permettendo un incremento dei passeggeri del 16 per cento a fronte di un numero di movimenti cresciuto solo dell’1,3 per cento. Tra le destinazioni internazionali più trafficate si collocano Londra, Tirana e Bruxelles, mentre sul mercato nazionale si confermano Palermo, Catania e Cagliari. Il superamento della soglia dei 600mila passeggeri annui rappresenta, secondo la società di gestione, «un passaggio di grande rilevanza per l’Aeroporto e il consolidamento di un percorso di crescita costruito negli anni».
I dossier Per quanto riguarda il 2026 che si è appena aperto, sono diversi i dossier importanti sul tavolo dei soci di Sase. In primavera, dopo l’approvazione del bilancio 2025 (che potrebbe chiudersi con il secondo rosso di fila), è attesa la nomina dei nuovi membri del cda. Centrale poi la questione rotte: dopo la bocciatura delle quattro proposte da Ryanair in cambio della “sterilizzazione” dell’addizionale comunale, bisognerà capire nel corso dell’anno come proseguirà la trattativa con il gigante low cost e se saranno messe altre opzioni sul tavolo.
Continuità territoriale La Regione ha poi l’intenzione di sfruttare – sulla scorta di quanto già fatto in altre parti d’Italia – la cosiddetta continuità territoriale, un meccanismo previsto dalla normativa europea e nazionale per assicurare collegamenti aerei stabili e a tariffe calmierate dalle aree geograficamente svantaggiate. Roma, Milano o altri hub simili potrebbero essere tra le opzioni possibili.
I lavori Per un aeroporto in crescita servono poi infrastrutture migliori. Sul piatto ci sono i 6,8 milioni di euro dell’Accordo di coesione che dovranno servire, tra il 2026 e il 2028, per la riqualificazione completa della pista, per l’ampliamento strutturale del terminale e per un intervento sul piazzale partenze. Tra gli interventi previsti anche un nuovo edificio per il ricovero dei mezzi operativi, l’acquisto di attrezzature di terra e l’installazione di impianti fotovoltaici su più strutture dell’aeroporto.
