L'aeroporto di Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

C’è anche l’Umbria nella cabina di regia chiamata ad ‘affinare’ il Piano aeroporti varato poco prima della fine della scorsa legislatura dall’ex ministro Corrado Passera. La prima riunione dell’organismo composto da alcune regioni, ministero dei Trasporti ed Ente nazionale aviazione civile si terrà mercoledì a Roma nella sede del ministero. Scopo, come deciso alla fine di giugno, rivedere il Piano approvato dal governo Monti che divide gli scali tra quelli di interesse nazionale e non. Una nuova proposta al ministro andrà formulata, come concordato, entro il 6 di agosto quando è fissato il nuovo incontro. Poi il testo arriverà in conferenza Stato-Regioni per essere approvato così da avere un testo condiviso entro settembre.

Salvare Perugia La Regione punta tutte le fiches sull’aggiornamento per evitare che dalla lista degli scali di interesse nazionale venga tagliato fuori il San Francesco di Perugia. Rientrarci è fondamentale: i 31 classificati da Passera di «Serie A» manterranno la concessione nazionale e saranno oggetto di interventi di ammodernamento e «infrastrutturazione» a carico dello Stato. Gli altri invece si dovranno reggere solo sulle forze locali: «Gli aeroporti esclusi dalla lista di interesse nazionale – è scritto infatti nel Piano di Passera – dovranno essere trasferiti alle Regioni competenti o ai rispettivi enti locali, che ne valuteranno la diversa destinazione d’uso e/o la possibilità di chiusura». Il progetto prevede che siano messi a punto «piani di riequilibrio per raggiungere entro breve termine adeguati livelli di patrimonializzazione (condizione necessaria per il rilascio della concessione totale), come previsto peraltro dalla normativa vigente. Sarà infine data grande attenzione alla verifica degli investimenti previsti dalle concessioni».

UN PRIVATO PRONTO A RILEVARE IL 33% DELL’AEROPORTO PERUGINO

Nuove regole «Non si tratta tanto di aprire o chiudere aeroporti – ha detto martedì in una nota il direttore generale dell’Enac Alessio Quaranta -, quanto piuttosto, cosa più complessa, di definirne la vocazione». Aeroporti che in futuro dovranno fare i conti con regole più stringenti sugli aiuti di Stato. Secondo quanto spiegato dal commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia all’inizio di questo mese infatti, le nuove norme (che si vorrebbero adottare nel 2014 e sulle quali è stata lanciata una consultazione pubblica), hanno l’ambizione di evitare aeroporti ‘doppione’ o sottoutilizzati utilizzando le risorse in modo più oculato. L’idea è quella di autorizzare per un periodo di dieci anni gli aiuti al funzionamento degli aeroporti che dovranno però progressivamente diminuire. Finanziamenti potrebbero essere concessi per il lancio di nuove rotte, ma solo fino a due anni e dopo la presentazione di solidi numeri che dimostrino il ritorno economico dell’operazione dopo i due anni.

I finanziamenti Nuovi scali sarebbero poi finanziati solo dimostrando l’effettiva necessità e l’assenza di altri collegamenti con il territorio. In ogni caso con le nuove regole che, se approvate, sostituirebbero quelle varate nel 2005, gli aiuti verrebbero calibrati a seconda della ‘stazza’ dello scalo: più alti per quelli sotto i tre milioni di passeggeri all’anno, meno per quelli tra i tre e i cinque mentre per quelli sopra i cinque sarebbero vietati. Rimanendo in tema di infrastrutture, è fissata per mercoledì alle 8.30 a Roma la riunione preparatoria del Cipe. All’ordine del giorno anche alcuni capitoli che interessano l’Umbria come come la Quadrilatero Umbria-Marche relativamente al tratto Ponte Centesimo-Foligno e la la perizia di variante che riguarda lo svincolo di Piediluco della Terni-Rieti.