di Daniele Bovi
Dopo la lettera inviata nei giorni scorsi, arriva la risposta con annessa convocazione. I presidenti di Umbria e Abruzzo, Catiuscia Marini e Luciano D’Alfonso, incontreranno il 20 aprile, alle 15 nella sede Alitalia di Fiumicino, il neo amministratore delegato di Alitalia Cramer Ball, il direttore della strategia e pianificazione John Shepley e la vicepresidente Claudia Bugno. A darne notizia è D’Alfonso che sottolinea come in quella sede si valuterà «un sistema di reciproche convenienze che porti a un aumento dei rispettivi volumi di traffico, con l’obiettivo di migliorare e rafforzare il servizio del trasporto aereo, attraverso l’operosità di Alitalia nelle nostre infrastrutture aeroportuali».
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Alitalia La lettera era stata spedita da D’Alfonso e Marini il 29 marzo, dopo la decisione di Alitalia di tagliare quelle che considera rotte minori, come il Perugia-Roma sul quale, dopo l’11 aprile, non ci sono certezze. Fino a qualche giorno fa c’erano tre voli al giorno sette giorni su sette, che potrebbero scendere, sempre che la trattativa vada in porto, a uno o due in alcuni giorni della settimana. La partita Alitalia è legata per molti motivi a quella con Ryanair, che a sua volta ha deciso di tagliare quattro rotte a Perugia (e in molti altri scali italiani) dopo la scelta del governo di aumentare, da 6,5 a 9 euro a partire dal primo gennaio, l’addizionale sui diritti di imbarco; aumento che andrà a finanziare il fondo speciale che garantisce ammortizzatori sociali aggiuntivi ai lavoratori del trasporto aereo, quindi anche gli esuberi di quell’Alitalia che vorrebbe anche che le amministrazioni regionali smettessero di sovvenzionare Ryanair. Ecco perché per la compagnia low cost l’aumento è particolarmente indigesto.
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Ryanair Proprio dell’aumento si è parlato giovedì nell’atteso incontro tra il ministro Graziano Delrio, l’ad di Ryanair Michael O’Leary, il responsabile commerciale David O’Brien, e i presidenti di Abruzzo e Sardegna. Ryanair sembra aver avuto garanzie su tre punti giudicati fondamentali per continuare a far volare gli aerei: revisione delle linee guida nazionali sul trasporto aereo, che sono emanazione di quelle europee ma che il vettore legge come più restrittive; tempi certi per la riduzione delle tasse addizionali aeroportuali e l’impegno per la strategicità degli aeroporti minori. «Il ministero – ha commentato Delrio – ha confermato e rilanciato il suo impegno per la riduzione in tempi certi dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco». Un taglio del quale potrebbe beneficiare anche Perugia. «L’incontro – continua Delrio – ha rappresentato l’inizio di un percorso per arrivare a conclusione positiva delle problematiche aperte. Più in generale, verrà compiuta dal ministero una disamina puntuale per ridurre gli oneri impropri sul funzionamento infrastrutturale al servizio del turismo. Nell’ambito delle politiche di incentivazione per gli aeroporti e le compagnie aeree. Il Ministero apre concretamente alla possibilità di rivedere le linee guida».
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Sciopero Intanto per la giornata di sabato è stato annunciato uno sciopero di quattro ore in tutti gli aeroporti italiani da parte del sindacato autonomo Unica (Unione italiana controllo e assistenza al volo). I voli interessati su Perugia sono due: il Roma-Perugia che arriverà in Umbria alle 11.25 e l’altro alle 13.20. Entrambi subiranno probabili ritardi sia per quanto riguarda l’arrivo che per le partenze. Probabili disagi anche per il volo Ryanair da Londra con arrivo a Perugia alle 14.55. «Il nostro sindacato – spiega il coordinatore nazionale Gianluca Labigi – ha deciso di esprimere il proprio dissenso nei confronti del contratto di settore organizzando uno sciopero che, viste le alte percentuali di adesione avute ultimamente (50 per cento e più), sappiamo bene che creerà non pochi disagi. Ci scusiamo sin da ora con i passeggeri ma questa per noi era la sola scelta possibile. Abbiamo tentato, invano, di avviare un dialogo per essere anche il linea con le scelte del governo, ovvero trattare sulle basi di un contratto aziendale, ma in controtendenza assoluta ENAV non ha accettato nessun compromesso. I rimandi sono ormai inaccettabili. Mentre Enav avvia l’ingresso in Borsa, dunque, tanti sono i problemi che, però, si tende a non affrontare. Accanto ad Unica, sciopererà anche l’Anpcat (Associazione nazionale professionale controllori e assistenti al traffico aereo) che incrocerà le braccia per protestare contro l’assurda regola pensionistica che applica due diverse età per il collocamento in quiescenza (60 e 67 anni) dei controllori di volo».
Twitter @DanieleBovi
