di Daniele Bovi
Un hub internazionale in grado di aprire le prospettive dello scalo e un collegamento nazionale per intercettare la clientela business, in un’ottica di supporto allo sviluppo economico e turistico della regione. Nell’incontro di martedì con il cda di Sase, la società che gestisce l’aeroporto «San Francesco d’Assisi», la Regione per bocca della presidente Catiuscia Marini e dell’assessore ai Trasporti Silvano Rometti ha fissato i suoi paletti. L’incontro con la società e il suo cda, guidato da Mario Fagotti, serviva per mettere sul tavolo di palazzo Donini il piano di sviluppo biennale elaborato da Sase. Piano messo top secret visto che nessuno vuole aggiungere una riga in più rispetto alla scarna nota ufficiale diramata in modo unitario dai partecipanti.
Il piano Qualcosa però tra le maglie del riserbo filtra e riguarda l’obiettivo, ovvero 400 mila passeggeri all’anno da raggiungere nel giro di 24 mesi, da centrare attraverso l’apertura di più voli. Nuove rotte che non possono certo limitarsi ai charter verso le località religiose, con le quali il «San Francesco» può comunque stringere delle ovvie sinergie. Ryanair recentemente ha proposto nel pacchetto Londra, Trapani, Cagliari, la riattivazione di Bruxelles-Charleroi da marzo, una tra Lamezia Terme e Brindisi e una destinazione in Nord Europa, probabilmente tra Olanda e Germania. Per aprire le rotte serve però mettere mano al portafoglio, visto che le compagnie vanno finanziate con una cifra che scende mano a mano che sale il numero dei passeggeri. La cifra che Fagotti chiede è all’incirca un milione di euro all’anno per i prossimi 36 mesi.
Scalo strategico Il piano nella sua completezza verrà svelato al resto della compagine societaria nel corso di un’assemblea dei soci che si dovrebbe tenere entro la fine di gennaio. Martedì intorno al tavolo c’era però buona parte del capitale sociale: la Regione, attraverso Sviluppumbria, detiene oltre il 30% e così la Camera di commercio di Perugia con il presidente Giorgio Mencaroni, che siede nel cda. A loro sono chiesti impegni concreti per evitare che lo stallo continui e su questo nodo decisivo, giurano i presenti, si è respirato un certo ottimismo. «L’aeroporto regionale ‘San Francesco d’Assisi’ – è detto nel comunicato – rappresenta un punto strategico per il sistema regionale dei trasporti ed una opportunità di sviluppo del turismo e dell’economia umbra». Sembra un concetto scontato ma vista l’aria che tira neanche troppo.
Colaiacovo c’è Dopo la riunione con il cda Rometti e Marini hanno incontrate anche il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, Carlo Colaiacovo, che non fa parte della compagine societaria ma che attraverso la Fondazione non ha lesinato aiuti concreti: quando infatti nell’estate del 2011 erano i rischio i voli, la Fondazione insieme alla Camera di commercio ha pompato dentro l’aeroporto oltre tre milioni di euro fino al 2013. Anche Colaiacovo ha condiviso gli obiettivi del piano di Sase e ha riconfermato l’impegno triennale già deliberato, oltre alla disponibilità ad incrementare la cifra sborsata dalla Fondazione per il raggiungimento degli obiettivi.
La promessa di Lupi E chissà che qualche novità positiva per lo scalo non arrivi entro un mese, data entro la quale il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi spera di poter presentare, con un’informativa al Consiglio dei ministri, il piano nazionale degli aeroporti, dentro il quale Perugia è rientrato tra quelli di interesse nazionale: «Da lì – ha detto martedì in occasione di un convegno sui trasporti organizzato dal Pd – partirà il confronto con le regioni e, in seguito torneremo al Consiglio dei ministri per un provvedimento che sarà vagliato dalle commissioni competenti delle camere».
Twitter @DanieleBovi

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Umbria, regione a vocazione prettamente turistica, se c’è da investire
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dimostrano che gli OLANDESI sono al PRIMO POSTO in Umbria, NON
PERDIAMOLI! Già stanno preferendo altre regioni (Marche, Toscana, ma
anche Molise, Puglia) che hanno collegamenti diretti con l’Olanda. Gli
stranieri investono e spendono in Umbria, generano lavoro in Umbria.
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flussi turistici 2012: regge bene l’umbria anche in un periodo di particolare crisi – Regione Umbria http://www.regione.umbria.it
Regione Umbria
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