di Daniele Bovi
Per carità, assicurano che si tratta solo di un passaggio tecnico, di un atto dovuto, ma intanto alla Sase, la società che gestisce lo scalo «San Francesco», si rimane ancora in attesa dell’agognata concessione ventennale. Sul documento infatti, fondamentale perché permetterebbe alla Sase di fare una programmazione a lungo termine, servono le firme del ministero dei Trasporti e di quello dell’Economia. Ed è proprio quest’ultima che ancora, come spiegano dalla Sase, non c’è. L’accordo politico sarebbe pronto, tanto che il ‘sigillo’ del ministro Maurizio Lupi, accanto al quale lavora con un ruolo che assomiglia a quello di un consigliere l’eugubino Rocco Girlanda (ex sottosegretario ai trasporti non riconfermato dal premier Mateo Renzi), c’è. A mancare è quindi quella del collega Pier Carlo Padoan.
Attesa breve L’attesa dovrebbe essere breve e a testimoniarlo c’è quanto successo mercoledì di fronte al Tar dell’Umbria, dove si è discusso del risarcimento chiesto da Sase per le perdite causate proprio dallo stallo sulla concessione. Danni che la società guidata dall’ingegner Mario Fagotti stima in oltre 12 milioni di euro. In quella sede infatti è stata chiesta, e ottenuta, la sospensione del giudizio in attesa che, auspicabilmente tra qualche giorno, arrivi la sospirata firma del Ministero. Nel novembre scorso il Tar aveva accolto il ricorso della Sase, presentato contro il silenzio-rifiuto con cui dal gennaio 2010 il Mef ha paralizzato la pratica, concedendo trenta giorni per decidere se dare alla Sase la gestione totale per i prossimi venti anni dell’aeroporto San Francesco.
Atto fondamentale La concessione per il San Francesco ha un’importanza decisiva anche nell’ottica del possibile ingresso di un socio in grado di rilevare un pacchetto consistente di azioni. Nei mesi scorsi si era parlato di un 33% sul quale aveva manifestato interesse la famiglia Panerai, che già opera all’interno dello scalo. Tutto però è bloccato proprio dall’assenza della concessione che, una volta incassata, permetterebbe a Sase di fare un bando, preceduto da una valutazione per capire il valore del possibile pacchetto azionario da mettere sul mercato. Una procedura che realisticamente potrebbe chiudersi nella primavera del 2015. Contemporaneamente, il cda di Sase e i soci sono chiamati ad attuare il piano di rilancio varato nei mesi scorsi, che ha l’obiettivo di arrivare nell’arco di 24 mesi a far transitare 400 mila passeggeri attraverso un ampliamento delle rotte. Strategia nella quale è compreso l’aggancio di un hub internazionale, per il quale si è parlato anche di Monaco di Baviera e Amsterdam.
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