L'interno del nuovo aeroporto di Perugia (Foto U24)

di Daniele Bovi

Il nuovo Piano degli aeroporti, al quale sta lavorando il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ed elaborato sulle proposte arrivate dall’Enac e sulla base degli studi delle società OneWorks, Kpmg e Nomisma, «salva» lo scalo di Perugia. Il San Francesco, secondo le indiscrezioni pubblicate mercoledì da Repubblica, è inserito in un «complesso aeroportuale del Centro Italia» di cui fanno parte i due scali romani, quello di Viterbo e quelli di Perugia, Ancona e Pescara. Secondo il Piano, che ricalca in parte quanto già scritto nel Piano nazionale degli aeroporti pubblicato dall’Enac nel febbraio scorso, Fiumicino attirerà il grosso del traffico internazionale e intercontinentale, Ciampino si trasformerà in un city airport per il traffico nazionale mentre scali «di servizio» vengono definiti Ancona (destinato al cargo), Perugia e Pescara. Capitolo a parte lo merita Viterbo, tutto da costruire e, soprattutto, con risorse ingenti (circa 1,7 miliardi) da reperire in tempi assai difficili come questi.

Sase: nessuna sorpresa La lettura del quotidiano non ha provocato sobbalzi nella sede della Sase, la società che si occupa della gestione dello scalo umbro: «Nessuna sorpresa – spiega a Umbria24 il presidente Mario Fagotti -. Tutto quello che in futuro verrà chiesto agli enti locali in termini di investimenti, noi grazie alle risorse in particolar modo della Regione lo abbiamo già fatto. Noi abbiamo già le strutture pronte». Con tutta evidenza, da una possibile mancata realizzazione dello scalo viterbese Perugia avrebbe tutto da guadagnare con la possibilità di attirare altro traffico e altri passeggeri, specialmente dal fronte romano. Secondo quanto filtra (i numeri di agosto verranno resi noti il primo settembre) l’agosto del San Francesco è andato a gonfie vele, con volumi in deciso aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e strutture sfruttate finalmente a pieno regime.

Ciaccia: ridurre gli aeroporti Al dossier aeroporti lavora anche il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Mario Ciaccia che mercoledì, a margine del meeting di Cl che si sta tenendo in questi giorni a Rimini, commenta così le indiscrezioni di Repubblica: «Ho avuto modo di leggere il piano anticipato oggi sulla stampa – ha detto – e devo dire che la filosofia di riduzione degli aeroporti, c’è tutta. Quello che stiamo studiando non è esattamente la stessa cosa. I numeri sono diversi». Il numero di scali «salvati» quindi potrebbe essere diverso. «Il ministero – ha proseguito Ciaccia – sta lavorando ad un complesso progetto di riordino dei trasporti e il piano Enac è solo uno dei contributi dei quali terremo conto».

Chiusura entro l’anno «Il piano nazionale – ha detto poi – è un appuntamento molto atteso e dovrà trovare conclusione entro l’anno. Non è tollerabile che in un paese che deve migliorare l’impiego delle proprie risorse vi sia una quantità di aeroporti che non rispondono ad una logica, a un esigenza dell’economia ma solo al fatto che stanno lì». «Noi – ha proseguito – dobbiamo recuperare risorse evitare gli sprechi e in questa ottica è chiaro che il Piano – che già aveva trovato una valutazione di massima del parlamento nel 2010 che a sua volta aveva affidato all’Enac il compito di redigere una proposta che potesse essere oggetto di analisi da parte del Governo – è ormai in pista da parecchio tempo».

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One reply on “Aeroporti, il Piano di Passera «salva» Perugia. Fagotti: «Nessuna sorpresa». Agosto positivo”

  1. E intanto il viaggio turistico organizzato dal Comune di Assisi che andava a Santiago de Compostela per Ottobre non parte più!

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