«Il mio impegno è potenziare l’ospedale e aumentare in qualità e numero i servizi sanitari sul territorio». Così il sindaco di Narni Francesco De Rebotti interviene sulla chiusura del punto nascita di Narni, programmata per venerdì 31 ottobre, che preoccupa la comunità locale e ha scatenato le forze politiche di opposizione, dal M5s a Forza Italia fino a Fratelli d’Italia.
De Rebotti su chiusura punto nascita All’indomani del summit con gli operatori del nosocomio e il direttore generale dell’Usl 2, Sandro Fratini, il primo cittadino respinge la lettura di chi nella chiusura del punto nascita intravede l’anticamera della chiusura dell’ospedale e si difende da chi lo ha accusato di non difendere i servizi sanitari del territorio: «Non ho mai abdicato al ruolo di sindaco che tutela gli interessi della città nel rapporto con la Regione, con il ministero della Salute e con l’Usl 2 e ho fortemente voluto, su questi obiettivi, un tavolo di lavoro con gli operatori sanitari del territorio, la riunione svoltasi ieri all’Usl 2 ne è la conferma, il Centro salute donna garantirà tutte le prestazioni di diagnostica, di assistenza alla gravidanza e di cura di tutte le patologie della donna anche attraverso il potenziamento delle attività specialistiche di chirurgia ginecologica».
Riorganizzazione E poi: «Sia chiaro – dice De Rebotti – questo non è un contentino da dare ai narnesi per ricompensarli del sacrificio del punto nascite, è invece un progetto che sta dentro il piano sanitario regionale dove è inserito anche il nuovo ospedale comprensoriale, di cui attendiamo l’uscita del bando, che rafforza i servizi sul territorio Narnese-Amerino e dota l’Umbria di una nuova ed importante realtà ospedaliera. Per Narni – puntualizza il sindaco – abbiamo già iniziato da tempo a lavorare al rafforzamento dell’ospedale di via Cappuccini, in particolare degli ambiti specialistici di ortopedia e chirurgia generale ma anche con numerosi altri servizi che da Terni saranno spostati e riqualificati a Narni, come già successo a esempio per la gastroenterologia».
«Ho fatto tutto il possibile» Il primo cittadino non manca, poi, di contestualizzare la chiusura del punto nascite: «Ho lavorato e mi sono impegnato per anni per cercare una soluzione che fosse diversa ma le linee guida del ministero hanno alla fine indotto alle scelte che abbiamo oggi di fronte. La stessa cosa è accaduta ad Assisi dove da ben due anni il punto nascita è chiuso (ad agosto anche Castiglione del Lago ha detto addio al proprio, ndr), mentre a Narni ha continuato a lavorare con risultati sempre molto positivi sia in termini di nati che di apprezzamento da parte delle partorienti. Io credo – conclude – che quando si parla di sanità si trattano argomenti che inevitabilmente coinvolgono l’intera comunità e che vanno oltre le appartenenze di partito o di gruppo. Su questi temi occorre compattezza e unità di intenti. La vicenda del punto nascite ha invece messo in evidenza situazioni che in alcune circostanze non hanno contribuito a fare massa critica rischiando talvolta di rendere il percorso più difficoltoso».
